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Ferdinando Ametrano

    Bitcoin, minatori in crisi: vale meno dei costi per estrarlo

    Una professione in via di estinzione, oppure nel bel mezzo di una salutare selezione darwiniana? Il crollo del prezzo del Bitcoin, che dai massimi di fine 2017 ha perso l'82%, sta mettendo con le spalle al muro tanti «minatori»: cioè coloro che, con giganteschi computer e con un enorme consumo di

    – di Morya Longo

    Criptovalute, quotazioni a picco. Ma Facebook lavora al suo Bitcoin

    Vikram Mansharamani ha scoperto il bitcoin nel marzo 2017: è entrato quando era attorno ai 1.000 dollari e a dicembre, con il picco a ridosso di 20mila dollari, aveva già incassato una ricchissima plusvalenza. Ma a lui piace vincere facile: è docente ad Harvard e ha scritto Boombustology, un

    – di Pierangelo Soldavini

    Crollo bitcoin / Una valutazione è impossibile

    Per sua natura il bitcoin non è espressione di un'economia sottostante, non garantisce un tasso d'interesse come una valuta, non ha dividendi come un'azione o rendimenti come un bond. Il suo valore non ha limiti al rialzo, ma neanche al ribasso: in teoria potrebbe valere zero se nessuno lo

    Derivati, volumi in calo. Ora l'allarme si sposta sulle controparti centrali

    La buona notizia è che il mercato globale dei derivati continua a dimagrire, pur avendo tutt'ora un volume nozionale di 532mila miliardi di dollari e un valore di mercato lordo di 11mila miliardi di dollari. L'altra buona notizia è che una fetta sempre maggiore di questo mercato passa ormai

    – di Morya Longo

    Bitcoin sulle montagne russe: ma quanto può valere davvero?

    Un anno fa era a 1.000 dollari, a metà dicembre era volato a quasi 20.000, poi è crollato a poco più di 6.000 e adesso oscilla tra 8 e 9.000 dollari (oggi ha perso il 10% in una seduta scivolando a 8.250 dollari). Nel corso della sua breve vita il Bitcoin ci ha abituato all'altissima volatilità che

    – di Pierangelo Soldavini

    Bitcoin, ecco perché non è una moneta. Il vero valore? La blockchain

    Il Bitcoin è considerato una "criptovaluta". Cioè, come recita Wikipedia, una moneta paritaria digitale e decentralizzata la cui implementazione si basa sulla crittografia. Sia per convalidarne le transazioni che per la sua generazione.Al di là della definizione, tuttavia, una domanda spesso

    – di Vittorio Carlini

    Oltre l'oro digitale? Ben poco altro

    Nel caleidoscopico mondo delle crittovalute bitcoin non è solo il capostipite, ma anche il leader per capitalizzazione e rilevanza nel dibattito culturale. Per la prima volta in ambito digitale un bene si distingue perché trasferibile ma non duplicabile: spendibile una volta (a favore di Tizio), ma non due volte (a favore anche di Caio). Questa natura di bitcoin è intrinseca al protocollo informatico decentralizzato che lo definisce, non è garantita da autorità o emittente. Inoltre bitcoin è lim...

    – Ferdinando Ametrano

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