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Federica Guidi

Federica Guidi è nata il 19 maggio del 1969 a Modena ed è un'imprenditrice e politica italiana, è stata Ministro dello Sviluppo Economico, nel primo Governo Renzi, dal 22 febbraio del 2014 al 31 marzo del 2016.

E' figlia di Giudalberto Guidi, già vicepresidente di Confindustria e membro dei consigli di amministrazione d'importanti industrie italiane tra cui Fiat e Ferrari.

Federica Guidi si è laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Modena ed ha conseguito una MBA Master in Business Administration presso la Profilgest di Bologna, lavorando successivamente come analista finanziaria.

Lasciata la carriera di analista finanziaria è entrata nel 1996 nell'azienda di famiglia, la Ducati Energia, dove ha rivestito la carica di amministratore delegato.

In Confindustria ha rivestito diversi incarichi.

Dal 2002 al 2005 è stata Vice Presidente della Federazione Emilia Romagna e Presidente dei Giovani Industriali della Federazione Emilia Romagna .

Dal 2005 al 2008 è stata Vice Presidente dei Giovani Industriali della Confindustria - Roma e successivamente (dal 2008 al 2011) Presidente Giovani Imprenditori della Confindustria.

Tra i suoi incarichi figurano anche quello di Membro del Consiglio Direttivo della Confindustria – Roma, Membro della Giunta della Confindustria – Roma e Vice Presidente della DUCATI Energia S.p.A.

Nel 2014 è diventata membro del Gruppo della Regione Europea della Commissione Trilaterale.

Il 22 febbraio del 2014 è stata nominata Ministro dello Sviluppo Economico nel primo Governo Renzi, incarico che l'ha indotta a dimettersi da tutte le precedenti cariche nelle imprese controllate di famiglia che, partecipando ad appalti pubblici ed intrattenendo importanti relazioni commerciali con le aziende di proprietà statale, avrebbero potuto creare evidenti situazioni d'incompatibilità.

Il 31 marzo del 2016, coinvolta nelle intercettazioni disposte dalla procura di Potenza riguardo allo smaltimento di rifiuti nell'impianto Eni di Viggiano (inchiesta in cui risulta direttamente indagato il compagno Gianluca Gemelli) decide "per ragioni di opportunità" di dimettersi dall'incarico.

Le dimissioni vengono accettate dal premier Matteo Renzi che assume ad interim l'incarico di Ministro dello Sviluppo Economico.

Ultimo aggiornamento 28 luglio 2016

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