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Faye Dunaway

    Divi senza filtro: dai Beatles a Bono nei ritratti di Terry O'Neill

    Maliarda e sognante Elisabeth Taylor, con tanto di borsalino sulle ventitre, porge una sigaretta a David Bowie, poi un giovanissimo Bono Vox seduto sul marciapiedi e ancora Faye Dunaway, che lo aveva sposato, a bordo piscina con al fianco la statuetta dell'Oscar guadagnata con Quinto Potere: già

    – di Stefano Biolchini

    Oscar, premio per la sceneggiatura non originale a «Chiamami col tuo nome»

    La forma dell'acqua è il trionfatore della 90esima edizione degli Oscar. L'ultima pellicola di Guillermo del Toro si è aggiudicata la statuetta per il miglior film e altri tre riconoscimenti: miglior regista, miglior scenografia e miglior colonna sonora.Questa volta Warren Beatty e Faye Dunaway non

    – di Andrea Chimento

    Gaffe agli Oscar, Pwc si scusa: è colpa nostra

    Ore dopo la gaffe degli Oscar 2017 in cui ha brillato solo l'elegante e deciso fair play di Jason Horowitz, trentaseienne produttore di La La Land, il film premiato per errore al posto del vero vincitore Moonlight, il colpevole confessa e si scusa. Non è stato un autore sbadato, completamente

    – di An.Man.

    Oscar 2017: Moonlight miglior film. Sei statuette a La La Land. Ecco i vincitori

    A causa di una busta sbagliata consegnata a Warren Beatty, l'Oscar per il miglior film è stato assegnato a La La Land ma in realtà era stato vinto da Moonlight. I produttori di La La Land avevano anche iniziato il discorso di ringraziamento, poi la clamorosa smentita. Warren Beatty e Faye Dunaway dopo una lunga pausa e guardandosi negli occhi annunciano la vittoria di La La Land. I produttori del musical fanno il loro discorso ma vengono zittiti. Qui l'articolo sul .com http://www.ilsole24ore.co...

    – Infodata

    True Crime: a New York la retrospettiva del crimine

    Cinema come luogo di fatti e misfatti. In bianco e nero, dai colori sconfinati, retrodatabile, de-generato. Dal volto "ex commedie-Our Gang" di Robert Blake agli spigoli militarizzati di June Howard Tripp; da A sangue freddo (1967) di Richard Brooks a Il pensionante (1927) di Alfred Hitchcock,

    – Filippo Brunamonti

    Cinema come nuovo

    Dopo il successo di «To be or not to be» di Lubitsch, del 1942, la cineteca di Bologna ripropone al pubblico altri titoli del passato

    – Emiliano Morreale

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