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  • 14 marzo 2025
    Terna lancia piano da oltre 23 miliardi di euro: ecco le opere realizzate nei prossimi 10 anni

    Italia

    Terna lancia piano da oltre 23 miliardi di euro: ecco le opere realizzate nei prossimi 10 anni

    Oltre 23 miliardi di investimenti nei prossimi 10 anni (il 10% in più del precedente piano): sono questi i numeri del Piano di sviluppo 2025-2034 che è stato presentato oggi dall’amministratrice delegata di Terna, Giuseppina Di Foggia, alla presenza del ministro dell’Ambiente e della Sicurezza

    Biometano: «Servono sostegni oltre il Pnrr»

    Economia

    Biometano: «Servono sostegni oltre il Pnrr»

    Sapremo ad aprile i risultati del quinto e ultimo bando del Pnrr che ha messo complessivamente sul piatto per lo sviluppo di impianti di biometano 1,7 miliardi di euro in sostegni in conto capitale e tariffe incentivate. Durante Biogas Italy 2025 – evento annuale organizzato dal Consorzio italiano

  • 10 marzo 2025
    Borse, venti di recessione dagli Usa. A picco il Nasdaq (-4%) con Tesla. Persi 1.000 mld dollari

    Finanza

    Borse, venti di recessione dagli Usa. A picco il Nasdaq (-4%) con Tesla. Persi 1.000 mld dollari

    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - I timori di recessione negli Stati Uniti, alimentati dalle parole del presidente Donald Trump, innescano una reazione a catena che da Wall Street ha investito anche l'Europa, con gli indici continentali che hanno chiuso poco sopra i minimi di giornata. Se i cali sono

    Cina tra dazi e deflazione

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    Cina tra dazi e deflazione

    Oggi si chiude il Congresso nazionale del popolo (Cnp), occasione durante la quale la Cina si aggrappa a una crescita economica di circa il 5 per cento anche nel 2025. Si tratta, in buona sostanza, della media registrata nelle 31 province cinesi a ridosso delle due sessioni del Parlamento ufficialmente aperte ieri dal discorso del primo ministro Li Qiang. Nulla di nuovo né di sorprendente, non è tempo di alzate di testa, Pechino resta cauta nel perimetro di un obiettivo simile a quello dell'anno scorso, nonostante la guerra commerciale in crescendo con gli Stati Uniti che sta mettendo a dura prova ampi strati più tradizionali dell'economia cinese basata sull'import-export di prodotti Made in China. Intanto da oggi scattano i dazi cinesi del 10-15% a carico di alcuni prodotti agricoli americani entrano oggi in vigore, ultima rappresaglia contro la mossa Usa che ha appena doppiato al 20% le tariffe su tutto l'import verso gli Stati Uniti di beni made in China in base all'incapacità del Dragone di fermare i flussi del fentanyl, la droga sintetica che è responsabile di circa 100mila morti all'anno in America. Nel mirino della Repubblica popolare sono finiti soia, sorgo, carne di maiale e manzo, prodotti ittici, frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari tutti colpiti al 10%, mentre pollame, grano, cotone e mais sono nel gruppo di aliquota al 15%. Le tariffe, inoltre, non si applicheranno alle merci partite prima del 10 marzo, purché arrivino in Cina entro il 12 aprile. Secondo gli analisti, la ritorsione di Pechino è progettata come un utile a colpire la base elettorale del presidente americano Donald Trump, pur rimanendo tanto contenuta da consentire di elaborare un eventuale negoziato ed accordo commerciale. Affrontiamo il tema con: Giuliano Noci - Professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale, insegna Strategia & Marketing presso il Politecnico di Milano. Dal 2011 è Prorettore del Polo territoriale cinese dell'Ateneo milanese.Effetto DOGE sull'impero MuskIl crescente potere politico di Elon Musk e il suo inequivocabile spostamento verso l'estrema destra stanno scatenando forti reazioni e altrettanto importanti conseguenze sugli affari delle sue aziende, negli Stati Uniti come in Europa. L'antipatia nei confronti dell'imprenditore sta intaccando le vendite di Tesla e, cosa forse più importante, la sua attività di internet satellitare Starlink.  Continua da una parte la caduta del titolo Tesla, che registra la settima settimana consecutiva in calo e che da inizio d'anno ha lasciato sul parterre il 35% del valore, mandando in fumo la dote di 700 miliardi di dollari ricevuta dalla corsa elettorale. A fine dicembre la capitalizzazione aveva toccato un record di 1.500 miliardi di dollari, oggi siamo a 844. In effetti l'andamento delle vendite è allarmante su più mercati, dall'Europa all'Asia. Particolarmente preoccupanti sono i segnali dalla Cina, il mercato più grande e avanzato al mondo per i veicoli elettrici. Ne parliamo con Alessandro Plateroti, direttore Newsmondo.it.Occupazione, dove cresce il lavoroOggi Il Sole 24 ore mette in prima pagina l'analisi condotta da Infocamere per il giornale del lunedì, su dati del Registro imprese e dell'Inps, che scatta una fotografia di come si sta muovendo il lavoro, con lo spaccato delle imprese attive nei vari comparti economici e dei relativi addetti nel 2024, a confronto con il 2014 (la base è quella delle 3,5 milioni di attività iscritte che comunicano il numero di lavoratori al Registro). Dieci anni nel mezzo dal quale emerge che i servizi continuano a fare il pieno di occupati, dalle utility alla ristorazione, dalle attività di supporto alle imprese, al commercio. Fanno eccezione banche, assicurazioni e attività immobiliari, che perdono addetti. La pandemia ha segnato una pesante battuta d'arresto, che ora appare superata, almeno dal punto di vista dell'occupazione generale: a gennaio 2025 l'Istat ha censito 24,2 milioni di occupati totali, con un tasso di occupazione cresce al 62,8%, il livello più alto dall'inizio delle serie storiche (gennaio 2004). L'andamento del lavoro Rispetto al 2014, le imprese sono diminuite di 128.626 unità, mentre il saldo dei lavoratori è positivo per 2,6 milioni. Dunque la scomparsa di alcune imprese non si traduce in assoluto nella diminuzione dell'occupazione, ma con ogni probabilità il passaggio dei lavoratori a imprese di dimensioni maggiori. Un fenomeno visibile nel commercio, dove le aziende sono 157mila in meno nel decennio, ma gli occupati sono saliti di 188mila. Il commento è di Valentina Melis, Il Sole 24 Ore, Francesco Seghezzi, presidente fondazione ADAPT, centro studi su lavoro e occupazione fondato da Marco Biagi.

  • 06 marzo 2025
    Federmeccanica: nel 2024 produzione -4,2%, per auto -21,9%

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    Federmeccanica: nel 2024 produzione -4,2%, per auto -21,9%

     Crolla la produzione metalmeccanica-meccatronica: nel quarto trimestre del 2024 si e' contratta del 5,6%, portando il dato annuale a una riduzione del 4,2%. Un risultato peggiore di quello registrato per tutto il comparto industriale che ha registrato una flessione nel periodo ottobre-dicembre 2024 del 2,2% e del 2,5% nell'intero anno. Sono i dati della 173esima edizione dell'Indagine congiunturale di Federmeccanica presentata oggi. A condizionare l'attivita' produttiva e' stata, in particolare, l'evoluzione negativa della produzione di Autoveicoli e rimorchi che arriva a segnare un calo annuale del 21,9%."Si è chiuso un anno durissimo che lascia un segno meno molto pesante e il 2025 si è aperto con segnali molto preoccupanti. La tenuta del nostro sistema industriale è a forte rischio, sia per criticità strutturali, sia per possibili sconvolgimenti degli equilibri globali che abbiamo conosciuto fino ad oggi. Serve senso di responsabilità di tutti gli attori per affrontare una fase che potrebbe essere senza precedenti". Lo dice il presidente di Federmeccanica, Federico Visentin, in occasione dell'indagine congiunturale, che rileva un crollo della produzione, con il tonfo del settore auto. Sembra che "l'auto non interessa, interessano gli armamenti. Ma starei attento a chi pensa che la soluzione sia convertire l'industria dell'auto in industria bellica", avverte. Ne parliamo proprio con Federico Visentin, Presidente Federmeccanica.La Bce taglia il costo del denaro di 25 punti baseUn nuovo taglio, e nessuna indicazione sui prossimi passi: pesano le incertezze politiche globali e, in particolare, quelle sul commercio internazionale. La Bce ha ridotto di 25 punti base il tasso sui depositi, oggi considerato il più importante al 2,50%, da 2,75%. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento è sceso al 2,65% dal 2,90%, quello sui prestiti marginali al 2,90% dal 3,15%. «La politica monetaria sta diventando meno restrittiva in modo significativo», ha spiegato il comunicato emesso al termine del consiglio. «I tagli dei tassi stanno rendendo meno cari, per famiglie e imprese, i nuovi prestiti», i quali risultano in crescita. L inflazione domestica resta intanto elevata: le proiezioni di marzo, complici i rialzi dell energia, puntano a un inflazione annua media del 2,3% nel 2025, dell 1,9% nel 2026 e del 2% nel 2027 (erano rispettivamente il 2,1%, l 1,9% e il 2,1% a dicembre), mentre l inflazione core dovrebbe calare al 2,2% quest anno, al 2% il prossimo e all 1,9% nel 2027 (erano il 2,3%, 1,9% e 1,9% tre mesi fa). In ogni caso, spiega la Bce, «il processo di disinflazione è ben avviato». Le proiezioni sulla crescita risentono invece delle difficoltà del commercio globale: indicano un aumento del pil dello 0,9% quest anno, dell 1,2% nel 2026 e dell 1,3% nel 2027 (erano rispettivamente 1,1%, 1,4% e 1,3%), con una revisione al ribasso per quest anno e il prossimo legata alla debolezza delle esportazioni e degli investimenti, a sua volta determinata dall elevata incertezza sulle questioni commerciali e sulle questioni politiche in generale.  La Bce spera, ha aggiunto Lagarde, che queste spese abbiano soprattutto un impatto sulla produttività di Eurolandia. Franco Bruni, presidente dell Ispi e professore emerito del dipartimento di Economia dell Università Bocconi.

  • 05 marzo 2025
    Borse, l’Europa rimbalza con il maxi piano tedesco. A Milano (+2%) exploit di Buzzi

    Finanza

    Borse, l’Europa rimbalza con il maxi piano tedesco. A Milano (+2%) exploit di Buzzi

    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’intenzione da parte dei due principali partiti tedeschi (Cdu e Spd) di creare un maxi-fondo da 500 miliardi di euro per le infrastrutture restituisce slancio alle Borse europee, dopo i forti cali della vigilia. I listini chiudono così in forte rialzo, con il Ftse Mib

  • 04 marzo 2025
    La Borsa, gli indici del 4 marzo 2025
    Gas, la domanda sale nei primi due mesi del 2025. Stoccaggi ancora pieni al 50 per cento

    Italia

    Gas, la domanda sale nei primi due mesi del 2025. Stoccaggi ancora pieni al 50 per cento

    La domanda italiana di gas torna a crescere nei primi due mesi del 2025. Secondo l’elaborazione del Sole 24 Ore su dati Snam, a gennaio e a febbraio, i consumi sono saliti dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2024, attestandosi a 15,4 miliardi di metri cubi (+ 1,2 miliardi di metri cubi). Un

  • 04 marzo 2025
    Martedì nero per le Borse, i dazi di Trump travolgono l'Europa. Milano chiude a -3,4%

    Finanza

    Martedì nero per le Borse, i dazi di Trump travolgono l'Europa. Milano chiude a -3,4%

    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Giornata da dimenticare per le Borse europee, che chiudono in rosso, frenate dal peso della guerra commerciale innescata dagli Stati Uniti. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump infatti è passato dalle parole ai fatti e ha confermato l’entrata in vigore di dazi

  • 02 marzo 2025
    Edison cede gli stoccaggi gas a Snam: firma prevista per lunedì

    Finanza

    Edison cede gli stoccaggi gas a Snam: firma prevista per lunedì

    È prevista per domani l’attesa firma sulla cessione degli stoccaggi gas di Edison a Snam: passano di mano tre impianti per una capacità complessiva annua di 1,1 miliardi di metri cubi l’anno.

    Si fa presto a dire Idrogeno

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    Si fa presto a dire Idrogeno

    Presto vedremo in circolazione il primo treno a idrogeno, un traguardo importante che ci porta a riflettere sulla produzione di idrogeno come risorsa per l'energia rinnovabile. Ma è davvero così semplice produrlo? Quali potrebbero essere le conseguenze per i territori in cui verrà sviluppato?Gli ospiti di oggi:Alessandro Abbotto - Professore di Chimica Organica e Materiali per le Energie Rinnovabili presso l'Università di Milano-Bicocca, esperto del tema idrogeno, a cui ha dedicato diversi libri.Isabella Guerrini Claire - Consulente e ricercatrice esperta di economia circolare, collabora con startup, aziende pubbliche e private, e il terzo settore per ripensare e innovare i modelli economici. Membro della coalizione TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione).Francesco Sassi - Ricercatore in geopolitica dell'energia e sicurezza energetica presso RIE - Ricerche Industriali ed Energetiche.