Ultime notizie:

Dimmi

    Siamo amici per la pelle. Ecco perché

    Tra gli organi è il più esteso, psichico e curato.Un involucro-confine che ci mette in comunicazione con il mondo

    – di Vittorio Lingiardi

    Dimmi, stellato ciel, perché ti vedo male?

    Patrimonio dell'umanità, la volta celeste è fonte di irresistibile attrazione. Ma ora scorgere gli astri è sempre più difficile: l'inquinamento luminoso e i satelliti oscurano questa meraviglia

    – di Patrizia Caraveo

    Solidarietà criminale

    Nessun dubbio, la crisi scatenata dall'emergenza Coronavirus è per i clan una ghiotta occasione. Ne è convinto Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia: offrono aiuto, prestano soldi, e così facendo creano consenso e nuove affiliazioni. «Come in un pizzo al contrario», spiega a "IL"

    – di Raffaella Calandra

    Il futuro di Torino tra cura e operosità

    Bagnasco, Berta e Pichierri hanno scritto un libro per chi indirizza la passione politica per capire la regolazione della città come nodo di reti

    – di Aldo Bonomi

    Lascia fare la privacy e dimmi se sei incinta e di che religione sei che forse ti assumo

    Se state cercando lavoro e notate che nei questionari delle procedure di selezione del personale vi vengono fatte un po' troppe domande, e magari qualcuna anche troppo indiscreta, talvolta chi ha il compito di assumervi potrebbe davvero esagerare, rischiando pure una sanzione per violazione della privacy. Secondo uno studio condotto da Wyser, l'80% degli head hunter effettua una ricerca online sulle persone da cui riceve il curriculum, ma in certi casi neanche spulciare tutti i profili social...

    – Nicola Bernardi

    Insegnami a leggere il vento

    Fiorentina era una donna superstiziosa. Recitava da sempre una formula segreta per levare il malocchio. Credeva nelle maledizioni lanciate dalle streghe e alla storia della Pantàfica, una vecchia che di notte le si piazzava sulla pancia per non farla respirare.

    – di Samantha Mammarella

    Parole al vento

    Il vecchio Wang ogni giorno appendeva delle reti al cielo. L'uomo legava le fitte reti simili a grandi lenzuoli bianchi, in modo che le lettere rimanessero impigliate, senza più poter scappare. Si diceva che così Wang catturasse le parole al vento.

    – di Alessandro Padovani

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