Ultime notizie:

Curzio Malaparte

    Dai Perón alla Manovra del popolo: l'arte (politica) di affacciarsi al balcone

    Certo, i più sentendo parlare di balconi e politica andranno subito con la memoria a quel balcone che, almeno per noi italiani, è il più famoso di tutti, a «quando c’era Lui» e alla celebre battuta di Curzio Malaparte («Quanti guai si sarebbero risparmiati se Mussolini, invece di parlare dal balcone di Palazzo Venezia, avesse parlato dal terrazzino di Palazzo Vecchio»).

    – di Francesco Prisco

    Contro il turismo delle ciabatte. Breve libello sull'estetica del viaggio

    “Ma io mi rifiuto di giudicare un popolo dal taglio dei suoi pantaloni!” protestava il grande Curzio Malaparte visitando l'Unione sovietica staliniana, diretto a Pechino (in “Io e in Russia e in Cina”, ultimo libro dello scrittore toscano).

    – di Antonio Armano

    E' Natale, ma c'è sempre la guerra

    S'intitolava Natale 1987 e quei versi erano di un poeta un po' appartato, Giovanni Abbo: «Travestiti da pastori / o scorta volontaria dei re Magi / andiamo a Betlemme cianciando d'amore e di pace, / comunque nascondendo / sotto il mantello di ogni evenienza / un kalashnikov ben oliato». Andando un

    – di Gianfranco Ravasi

    Vanni Santoni e le profondità di una generazione ludica

    Con i suoi romanzi parte da un mondo ludico - quello dei giochi di ruolo, dei rave party e dei videogame - per analizzare le profondità sociali e i malesseri oscuri della provincia, e lo fa con uno stile poliedrico e serrato, avvincente quanto le tematiche con cui si confronta e in grado di

    – di Stefano Biolchini

    Le testimonianze degli scrittori

    Una grande stagione di studi ha disseppellito la scrittura dei soldati semplici, che della guerra mostra una verità non mediata dalla letteratura: come fa il siciliano Vincenzo Rabito nel suo esplosivo Terra matta. Un'autenticità che si contrappone alle tante pagine, scivolose nella loro ambiguità,

    – di Andrea Cortellessa

    Convivenze forzate di donne e appendiciti

    Premio Malaparte a Elizabeth Strout, scrittrice newyorkese nata a Portland, nel Maine, dove ha ambientato molte delle sue storie. Il premio, alla XIX edizione, le è stato assegnato in particolare per il suo ultimo libro, "Mi chiamo Lucy Barton", pubblicato in Italia da Einaudi. Ma, per uno strano

    – di Vera Viola

    Capri si scoprì «alla moda»

    Sembrava una giornata come tante, meravigliosa sullo sfondo dei faraglioni di Capri e delle bellezze immerse nelle acque azzurre della Canzone del Mare e della sua piscina. Ma a un tratto Emilio Pucci rialzò le punte di una camicia di taglio maschile che aveva appena fatto indossare a un'amica, e

    – di Laura Leonelli

    Sbalordire più che documentare

    Un leggero spaesamento. E' quel che prova il lettore al termine di questa silloge di 120 missive, spedite da Oriana Fallaci nel corso nella sua operosissima esistenza (1929-2006), vissuta ai quattro angoli del globo.

    – Raffaele Liucci

    Ilaro-tragedie mafio-camorriste

    Di romanzi, film, inchieste, fiction su mafia e camorra non ne possiamo più. Non accrescono le nostre conoscenze né ci educano a una migliore sensibilità morale. E anzi tendono tutti a spettacolarizzare una realtà desolatamente prosaica, a riproporre una retorica narrativa prevedibile - quasi un

    – Filippo La Porta

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