Ultime notizie:

Cosimo de Sortis

    Pasta, «il grano made in Italy? Basta appena per quattro mesi all'anno»

    Parla Cosimo De Sortis, presidente di Italmopa, l'associazione che raggruppa le aziende che lavorano grano tenero e grano duro. «Per avere pasta a scaffale nei supermercati tutto l'anno, dobbiamo necessariamente importare. Se utilizzassimo solo la produzione italiana, troveremmo la pasta in vendita solo quattro mesi all'anno»

    – di Enza Moscaritolo

    La voce del Sole a Cibus

    Anche Il Sole 24 Ore sarà presente alla 19� edizione di Cibus dal 7 al 10 maggio con Radio 24 ed un evento organizzato da Agrisole, la storica testata del Sole 24 Ore punto di riferimento da oltre 20 anni del settore agroalimentare appena diventata quotidiano digitale.Radio 24 sarà la radio

    Stop alla guerra del grano con l'accordo di filiera. Anzi no: Coldiretti chiede prezzi equi ed etichetta trasparente

    Più grano italiano nella pasta made in Italy è nell'interesse di tutti gli operatori e dell'immagine di qualità del nostro Paese, il cui export negli ultimi anni perde posizioni a vantaggio dei competitor e, in particolare, dei turchi. Ma va resa più redditizio coltivare il grano in Italia, e va migliorata la qualità del grano duro nazionale, incrementando centri di stoccaggio idonei alla differenziazione delle diverse semole, così come richiesto dalla pastificazione e dal mercato. E' l'obietti...

    – Emanuele Scarci

    Etichetta d'origine: ricorso in Europa, ma gli industriali puntano all'intesa di filiera

    Gli industriali pastari, da un lato, spingono il reclamo alla Ue sull'etichetta d'origine della pasta e, dall'altro, realizzano un'intesa con la filiera del grano duro. Ma senza Coldiretti e la regia del ministero delle Politiche agricole. L'organizzazione dell'industria alimentare europea FoodDrinkEurope (a cui aderisce anche Federalimentare) ha presentato un reclamo ufficiale alla Commissione Ue contro l'Italia per l'adozione dei decreti sull'indicazione obbligatoria di origine per il grano d...

    – Emanuele Scarci

    Ora la pizza napoletana è diventata patrimonio dell'umanità

    "L'Arte del pizzaiuolo napoletano" è diventata patrimonio dell'umanità grazie alla pronuncia positiva del 12� Comitato per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell'Unesco, riunito sull'isola coreana di Jeju. Per il Belpaese si tratta del 58esimo bene tutelato, dopo la dieta mediterranea del 2010 e la coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria del 2014. La decisione dell'Unesco recita che «il know how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, can...

    – Emanuele Scarci