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Carl Bildt

    Il nuovo ordine mondiale di Pechino

    Due storie geopolitiche parallele hanno dominato sinora il ventunesimo secolo: il relativo declino degli Stati Uniti dalla fine del periodo post-Guerra fredda e l'ascesa della Cina quale potenza economica, politica e militare. Sarà cruciale per gli equilibri geopolitici osservare come si muoverà la

    – di Ramesh Thakur

    La delicata partita sui trattati atomici

    Quasi tutti i Paesi vorrebbero scongiurare la minaccia di una catastrofe nucleare, ma un mondo denuclearizzato è più facile a dirsi che a farsi e c'è il rischio che alcuni tentativi si rivelino controproducenti. Dalla fine della Guerra Fredda, gli arsenali nucleari nel mondo sono diminuiti e di

    – di Carl Bildt

    Quando la fortuna volta le spalle ai populisti

    Niccolò Machiavelli credeva che si potesse diventare principe «per virtù o per fortuna». Nel secondo caso, i principi che detengono il potere «con poca fatica diventano, ma con assai si mantengono».

    – di Ken Murphy, Stuart Whatley, Roman Frydman e Jonathan Stein

    L'America di Trump nel labirinto nucleare di Kim Jong-un

    Poco prima di lasciare la Casa Bianca, il presidente Barack Obama ha informato il suo successore riguardo al fatto che la Corea del Nord avrebbe presto rappresentato il problema strategico più grave degli Stati Uniti. Donald Trump ha risposto con la sua solita spavalderia: ha sbraitato, e poi,

    – di Katharine H.S. Moon

    Cento giorni di inquietudine

    La convenzione di valutare i primi 100 giorni di un leader nazionale risale a Napoleone, passando da Franklin Delano Roosevelt. Mentre i 100 giorni di Napoleone prima di Waterloo sono stati un profilo di alterigia, e i primi 100 giorni di FDR un ritratto della speranza, la presidenza di Donald

    – di Roman Frydman, Ken Murphy, Stuart Whatley e Jonathan Stein

    Perché sono un sostenitore della globalizzazione

    Lo confesso: sono un energico sostenitore dei benefici della globalizzazione. Sono dell'opinione che la graduale interconnessione di regioni, paesi e popoli sia il progresso più colossale e positivo della nostra epoca. Adesso, però, negli Stati Uniti un populista ha assunto la carica di presidente

    – di Carl Bildt

    Il «problema infernale» del nuovo disordine mondiale

    Nel suo libro "A Problem from Hell": America and the Age of Genocide (ed. italiana "Voci dall'inferno: l'America e l'era del genocidio", Baldini Castoldi Dalai, 2004 ), che uscì nel 2002 e vinse il Premio Pulitzer l'anno successivo, Samantha Power condannava l'inazione degli Stati Uniti nel

    – di R. Frydman, S. Whatley, K. Murphy, J. Stein

    «Cosa è successo in Svezia!?». La gaffe di Trump infiamma i social

    Il rischio, quando si guarda un servizio tv senza audio, è di fraintenderne il contenuto. E quando si commenta qualcosa che non si è capito, si rischia di dire cose per cui non si viene perdonati. Soprattutto dai social. Ancora una volta nel mirino di questo corto circuito comunicativo il

    – di Ma.l.C.

    Come sopravvivere all'era Trump (e al declino dell'America)

    A seguito dell'insediamento di Donald Trump non è scoppiata l'Apocalisse, ma la retorica dell'ira divina certamente sì. Invece di adottare le parole di conforto o i toni distinti di Washington, Lincoln, Franklin D. Roosevelt, Kennedy o Reagan, il discorso inaugurale di Trump conteneva espressioni

    – di R. Frydman, K. Murphy e J. Stein

    Il populismo e il nuovo disordine mondiale

    Si suppone che il nuovo anno inizi nella speranza. Anche nei giorni più bui della Seconda Guerra Mondiale, le celebrazioni del Nuovo Anno erano sostenute dalla convinzione che in qualche modo il corso degli eventi si sarebbe orientato verso la pace. E pare oggi profetico quanto scrisse Arthur

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