Ultime notizie:

Boris Pahor

    Montale e il servo Bortolo

    In questi mesi sono stato occupato dalla ricerca della recensione che Montale scrisse sul capolavoro del padre della letteratura slovena, Ivan Cankar, di cui quest'anno ricorre il centenario della morte. Recentemente ho scoperto che, consigliato dall'amico ed editor Bobi Bazlen, il premio Nobel

    – di Boris Pahor

    Addio a Giorgio Pressburger: il mitteleuropeo senza confini

    Quando ti rivolgeva lo sguardo nella sua dinoccolata gentilezza, Giorgio Pressburger non ometteva mai di allargare un sorriso, che poteva volgersi in una malinconia improvvisa in cui si riconoscevano le cicatrici del Novecento. Di origini ebraiche, Pressburger, nato nella Budapest del 1937, era scampato alla Shoah, ma non aveva potuto tollerare la repressione sovietica seguita alla rivolta ungherese del 1956. Per questo si era trasferito a Trieste e vi ha vissuto per decenni, naturalizzandosi it...

    – Cristina Battocletti

    Giorgio Pressburger: il mitteleuropeo senza confini

    Quando ti rivolgeva lo sguardo nella sua dinoccolata gentilezza, Giorgio Pressburger non ometteva mai di allargare un sorriso, che poteva volgersi in una malinconia improvvisa in cui si riconoscevano le cicatrici del Novecento. Di origini ebraiche, Pressburger, nato nella Budapest del 1937, era

    – di Cristina Battocletti

    La bella Trieste autobiografica di Mauro Covacich

    Trieste è un sussulto verticalizzato tra il Carso e il mare, una caduta libera quando il treno sbuca dalle gallerie, uno scossone dopo la noia padana se si inforca con l'auto la strada costiera. Niente è mediocre a Trieste, non la gente, miscuglio slavo ingentilito dai tratti latini, per dirla con Bobi Bazlen; non il dialetto che a forza di contrarre e tradurre fa precipitare qualunque cosa in un iperrealismo spesso sboccato; non l'aspetto da Vienna bianca, austera e a tratti popolana. Chi ci v...

    – Cristina Battocletti

    Trieste autobiografica

    Trieste è un sussulto verticalizzato tra il Carso e il mare, una caduta libera quando il treno sbuca dalle gallerie, uno scossone dopo la noia padana se si inforca con l'auto la strada costiera. Niente è mediocre a Trieste, non la gente, miscuglio slavo ingentilito dai tratti latini, per dirla con

    – di Cristina Battocletti

    Trieste autobiografica

    Trieste è un sussulto verticalizzato tra il Carso e il mare, una caduta libera quando il treno sbuca dalle gallerie, uno scossone dopo la noia padana se si inforca con l'auto la strada costiera. Niente è mediocre a Trieste, non la gente, miscuglio slavo ingentilito dai tratti latini, per dirla con

    – Cristina Battocletti

    Combattente dei Ricordi

    Al nome di Predrag Matvejevi? ho sempre associato la voglia di lottare per la giustizia e la verità. Anni fa, ancora sotto l'ex Jugoslavia, era intervenuto a favore del poeta e partigiano sloveno Edvard Kocbek, cui il regime aveva impedito di partecipare a un convegno sulla poesia a Ohrid, in

    – di Boris Pahor

    Il cinema tra gli spettri dei confini

    Fu chiamata per brevità Mitteleuropa quella che oggi, prosaicamente, si definisce "Europa centro orientale": è uno spostamento culturale, prima che doganale. Di questo e altri smottamenti si vede alla 28esima edizione del Trieste Film Festival, diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo e nato

    – di Camilla Tagliabue

    Giorno della Memoria: dal 25 gennaio nei cinema "Austerlitz" di Loznitsa, riflessione sul turismo nei lager

    I documentari di Sergei Loznitsa non sono facili. Soprattutto non si possono chiamare documentari, se questa parola ha la pretesa di evocare oggettività. Il regista ucraino ha una tesi ben precisa e la svolge montando le riprese senza alcuna furbizia, con inquadrature fisse e lunghi piano sequenza. Così fa in Austerlitz, il cui titolo è ispirato all'omonimo romanzo dello scrittore tedesco W.G. Sebald (Adelphi, 2001), in cui il protagonista, Jacques Austerlitz, è un professore di storia dell'arch...

    – Cristina Battocletti

    Un bagno per sottrazione: Pino Roveredo narra la città a rovescio, nelle sue marginalità. "I mari di Trieste" attraverso i suoi scrittori

    Non esiste la categoria della "letteratura triestina" che condiziona gli stili degli autori- sostengono Angelo Ara e Claudio Magris in Trieste. Un'identità di confine (Einaudi, 1987). Al contrario, secondo l'analisi dei due pensatori, sarebbero gli scrittori a infondere una personalità alla città. Allora, comunque la si voglia pensare, un'identità letteraria triestina si crea per sottrazione, così come in levare si evincono le qualità dell'uomo del Novecento dall'Ulrich di Robert Musil ne L'uomo...

    – Cristina Battocletti

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