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Arrivain

    "Che cosa c'č da ridere" la domanda che ci riguarda tutti, di Federico Baccomo

    In Che cosa c'č da ridere (Mondadori,?18) Federico Baccomo si rivolge alla coscienza d'ognuno. Il tu ipotetico che siamo, o che vorremmo, "il terrore ha lasciato il posto a una dolce attesa". E' quello di Baccomo un romanzo per non dimenticare nessuna Shoah. Scritto con la seconda persona singolare, questo coniugato  scomodo "tu" rivolto al lettore. Un libro confidenziale, intimo, spossato. Sulla risata che ci seppellirā tutti. La risata di un uomo, no anzi di un giovane, un ebreo dentro una ca...

    – Mauro Garofalo

    Somewhere over Sofia

    "La maternitā cambia le prioritā", dice la Coppola. Che pensa a papā Francis Ford e racconta le ombre dello showbiz

    – Federico Pontiggia