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Aristide

    Start-up italiane a caccia di partner in Giappone

    Ventidue aziende tecnologiche cercano sponde industriali e finanziarie giapponesi, tra cui otto start-up ospitate per tre mesi in un incubatole nipponico. Nel 2020 l'ambasciata organizzerà il primo Forum italo-giapponese delle tecnologie avanzate

    – di Stefano Carrer

    Caio: «Su svolta etica e profitti l'Italia è già un laboratorio»

    «Noi italiani, per storia e ambiente, abbiamo una marcia in più nel valore sociale di impresa. Possiamo giocarcela alla pari con tutti. Se solo riusciamo a usare il nostro capitale umano e gli asset che hanno fatto grande il nostro Paese».

    – di Riccardo Barlaam

    Ovidio Jacorossi trasforma l'associazione in Museo

    Nata nel 2017 per iniziativa di Ovidio Jacorossi, Musia è stata una realtà associativa senza scopo di lucro, con l'obiettivo di promuovere l'arte contemporanea, associata ad una S.r.l. dedicata alla vendita di opere d'arte. Oggi il noto imprenditore e collezionista romano, amministratore Unico

    – di Marianna Agliottone

    In Giappone l'arcipelago del Design italiano

    L'Italian Design Day prosegue in Giappone per quasi tutto luglio: fino al 27, all'Istituto Italiano di Cultura di Tokyo è allestita la mostra «L'arcipelago del Design italiano. Progettare la bellezza» La mostra, che fa parte del programma globale "Vivere all'italiana"/Italian Design Day" - promosso

    – di Stefano Carrer

    La famiglia Merloni e Costamagna portano Ariston in America

    La famiglia Merloni conquista il "Triplete" nel continente americano: Ariston Thermo, la storica industria di Fabriano e unica sopravvissuta del gruppo fondato da Aristide Merloni circa un secolo fa, ha acquisito in Messico l'azienda Calorex. Sarebbe la terza acquisizione in territorio

    – di Simone Filippetti

    La malìa giapponese che stravolse l'arte europea

    Vienna. L'esotico, come ogni ricerca, affascina e sviluppa, ricrea e rigenera. E quando come una contagio ammalia interi popoli il risultato non può essere che densamente proficuo. "Questa non è una fascinazione, è passione, è follia", scriveva Ernest Chesneau - dopo i fasti della parigina

    – di Stefano Biolchini

    Nei contratti spunta la clausola-Italexit

    «Quitaly». Il nome potrebbe abbinarsi bene a qualche prodotto italiano venduto all'estero. Potrebbe sembrare qualche efficace trovata di marketing. In realtà questo nomignolo, che nasce dall'unione tra «quit» (cioè abbandonare) e «Italy», indica qualcosa di cui non andare molto fieri: è infatti

    – di Morya Longo e Laura Serafini

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