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Amman

    Il peso del soft power in una diplomazia al passo con i tempi

    L'Italia gode, in questo momento, di un'ottima immagine internazionale. Bisogna prendere atto che buona parte di questa reputazione ci viene dall'essere una superpotenza culturale. Il Paese della storia, dell'arte, della civiltà, del saper vivere, del bello e del ben fatto. Che sia stereotipo o

    – di Ettore Francesco Sequi

    Storia di una corona e di molti fratelli (Parte Seconda)

    "Non cambierò i governi come era costretto a fare mio padre: serve stabilità", aveva promesso Abdullah dopo aver giurato da re, all'inizio di febbraio del 1999. Nei suoi primi 22 anni di regno ne avrebbe cambiati 13: il premier ora in carica è il quattordicesimo. Il giovane Abdullah sapeva che non avrebbe mai potuto mantenere l'impegno perché stabilità in Giordania è una condizione complicata, spesso evanescente. In un certo senso anche quel continuo cambiare governi, cioè distribuire cariche, è...

    – Ugo Tramballi

    Storia di una corona e di molti fratelli (Parte Prima)

    Gli accordi di Oslo stavano naufragando nei dettagli. Oggi non farebbe effetto, quel processo di pace è in stato comatoso. Ma allora, nell'ottobre1998, il mondo era in allarme. Bill Clinton aveva convocato le parti a Wye Plantation, in Maryland. Ma nonostante la diplomazia americana fosse impegnata giorno e notte, Bibi Netanyahu e Yasser Arafat restavano fermi sulle loro inconciliabili posizioni. Poi, d'improvviso, a Wye Plantation apparve re Hussein di Giordania che dal 1992 era in pace con Is...

    – Ugo Tramballi

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