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Alzheimer

    Alzheimer: una nuova cura, i costi per le famiglie e la lezione del Covid-19

    L'Agenzia americana del farmaco ha approvato per il trattamento della malattia dell'Alzheimer (AD) l'Aducanumab. Si tratta di un anticorpo monoclonale in grado di agire sulle cause molecolari della malattia, rimuovendo la proteina beta-amiloide depositata a livello del tessuto cerebrale e tossica, preservando così il mantenimento della memoria e dell'autonomia (nell'immagine l'evoluzione dei sintomi della demenza). Dopo 18 anni, è la prima nuova cura autorizzata e la sola in grado di agire s...

    – Eleonora Maglia

    Federica giovane ricercatrice sui primi segni dell'Alzheimer:" La ricerca scientifica in ogni campo è strettamente connessa all'innovazione"

    Federica Cacciamani, 29 anni è  originaria di Gubbio ed è una ricercatrice e dottoranda in neuroscienze al Paris Brain Institute, una delle realtà europee più all'avanguardia sull'innovazione neuroscentifica. Oggi vi racconto la storia di Federica che rappresenta la passione, il talento e l'entusiasmo di tanti giovani ricercatori e innovatori. Federica hai da poco ricevuto i premi "Giovane Ricercatore 2020" dalla Fondazione Thérèse et René Planiol, e "Giovane Ricercatore 2021" dalla Fondazione T...

    – Gloria Chiocci

    La finanza ha due speranze, i malati di Alzheimer una. Per motivi diversi

    La finanza spera in plusvalenze miliardarie, i familiari dei malati in una cura. Alzheimer Disease International stima in 40 milioni i malati di Alzheimer e prevede un raddoppio entro il 2040. Per questa condizione oggi non esiste una cura consolidata ma tre aziende farmaceutiche, Eli Lilly, Roche e Biogen da tempo stanno studiando un farmaco e conducendo esperimenti clinici: l'approdo a un mercato che nei soli Stati Uniti è stimato in 50 miliardi di dollari all'anno darebbe frutti enormi in ter...

    – Franco Becchis

    Donne più propense a sviluppare demenze. Le ragioni potrebbero essere culturali

    Liv. istruzione- Il Sole 24 Ore - Cristina Da Rold Infogram La rivista scientifica The Lancet ha recentemente pubblicato dei risultati interessanti: a quanto pare le donne sono più propense a sviluppare demenze come la malattia di Alzheimer, ma le ragioni potrebbero essere culturali, correlate con il fatto che le donne fino a qualche anno fa studiavano meno degli uomini. Man mano che si sale come livello di istruzione, il gap fra incidenza delle demenze in uomini e donne diminuisce. L'istruzion...

    – Infodata

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