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Alexander Pope

    Chi «lancia» libri uccide lettori

    Molto utile il libro A. O. Scott Elogio della critica (Il Saggiatore, pagg. 247, ? 22): ne consiglio la lettura perché riassume con sintetica efficacia storia e senso comune su questa attività tanto naturale e necessaria quanto deplorata. Ma vediamo in quale contesto e in quale congiuntura cade un

    – di Alfonso Berardinelli

    #Insegnare

    Bisogna insegnare agli uomini avendo l'aria di non insegnare affatto, proponendo cose che loro non sanno come se le avessero soltanto dimenticate.

    – Gianfranco Ravasi

    Il genere nota a piè di pagina

    Il delizioso libro - come tutti i suoi - di Antony Grafton sulla Nota a piè di pagina (in italiano nelle edizioni Sylvestre Bonnard, 2000) si apre narrando nel primo capitolo «Le origini di una specie» i fasti della nota a piè di pagina nel suo secolo d'oro, il Settecento. Nulla, osserva Grafton

    – Carlo Carena

    Divisi in famiglia

    «I Tories mi chiamano Whig, e i Whigs Tory». L'antico verso di Alexander Pope sembra scritto per consolare quegli infelici che, in Italia, si ostinano a definirsi liberali di sinistra. Oggi, le cose sono più facili, ma per tutto l'arco della Prima Repubblica i rampolli di questa strana famiglia -

    – Guido Vitiello

    La crescita può eliminare le iniquità

    La spesa previdenziale, si sa, è sempre stata una palla al piede dei conti pubblici italiani e, per triste tramite di questi, della crescita tutta

    – di Fabrizio Galimberti

    Elizabeth, un'icona come regina

    «Gli uomini amano le lotte pubbliche e private per la conquista del potere mentre ogni donna sogna di essere regina», scrisse il poeta inglese Alexander Pope

    – di Roberto Bertinetti

    Elizabeth, un'icona come regina

    Incoronata 60 anni fa, è l'incarnazione della sacralità del potere regale. La repubblica si appella alla ragione, la monarchia ai sentimenti. Per questo è più popolare - Nel 1997, dopo la morte di Diana, il momento più critico. Ma si sbagliavano gli analisti che ritenevano inevitabili riforme costituzionali di ampia portata

    – Roberto Bertinetti