Ultime notizie:

Alesina

    La battaglia alle diseguaglianze passa da equità fiscale e scuola

    Sappiamo da tempo che la globalizzazione accorcia le distanze di reddito e benessere fra Paesi, favorendo l'uscita dalla povertà assoluta e relativa di centinaia di milioni di persone nei Paesi che ereditano livelli elevati di arretratezza (casi emblematici sono Cina, India e Asia orientale), ma

    – di Fabrizio Onida

    La diversità aiuta l'economia, la segregazione no

    "Gli opposti si attraggono". Così recita il detto popolare. Non è sempre così, anzi, a dire il vero, quasi mai gli opposti si attraggono. La legge fondamentale della dinamica delle interazioni sociali, infatti, vede i simili attrarsi, non i diversi.

    – di Vittorio Pelligra

    Errori di previsione del Pil durante l'Eurocrisi: quali cause?

    Da cosa dipesero i gravi errori di previsione della crescita del Pil durante la crisi? Per l'ex capo economista del FMI Olivier Blanchard si trattò di una sottostima dei "moltiplicatori keynesiani", che portò anche a sottovalutare gli effetti recessivi dell'austerity. Alberto Alesina, Carlo Favero e Francesco Giavazzi provano a confutare questa tesi e nel loro nuovo libro suggeriscono un'interpretazione alternativa. Emiliano Brancaccio, invece, questa volta spezza una lancia a favore dell'econom...

    – Econopoly

    Banche centrali, meglio se indipendenti. Ma il linguaggio dell'economia va rinnovato

    L'indipendenza delle banche centrali, oltre a essere una forma di tutela della democrazia, serve a proteggerci dagli aumenti spropositati dell'inflazione. Anzi, è stato dimostrato che tanto più una banca centrale è indipendente, quanto più l'inflazione è adeguatamente contenuta. Non si tratta di un'opinione personale o politica, ma di uno studio pubblicato nel 1993 sul Journal of Money, Credit and Banking e intitolato Central Bank Indipendence and Macroeconomic Performance: Some Comparative Evid...

    – Francesco Mercadante

    A Roma il festival dell'economia, in scena l'impresa di crescere

    L'economia è ormai inserita a pieno titolo all'interno della nostra vita quotidiana, come mostrano i dibattiti e le prese di posizione in scena in questi giorni relativamente ai contenuti e ai riflessi della manovra economica messa a punto dal governo. Ma se si esclude la tradizionale platea degli

    I migranti nella nebbia della disinformazione

    Se la Francia dovesse donare la Statua della Libertà agli Stati Uniti oggi, gli americani sarebbero ancora d'accordo con lo spirito della sua epigrafe: «Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse accalcate desiderose di respirare libere»? Viste le divisioni che genera il dibattito

    – di Stefanie Stantcheva

    L'inflazione e quei legami pericolosi, da Hitler a Chavez

    Un milione per cento è l'inflazione annuale prevista per il Venezuela: è come se con i 10mila euro con cui oggi si acquista un'utilitaria, tra un anno si potesse comprare solo un espresso. Sarà perché ricordo i racconti di chi frequentò la Germania durante la Repubblica di Weimar, o quelli di chi,

    – di Franco Debenedetti

    La forza (deformante) delle emozioni

    L'informazione (corretta) può correggere i pregiudizi? Me lo chiedevo tornando a riflettere sull'articolo di Alesina "La forza dei numeri" sulla discrepanza tra dati obiettivi e sensazioni soggettive percepite sul più che mai attuale tema dei migranti. Nello studio riportato risulta con grande evidenza che la percezione della situazione migratoria in Italia è drammatica tra la popolazione italiana (sensazione che i migranti siano il 30% della popolazione, al 50% musulmani, per il 40% disoccupati...

    – Giuliano Castigliego

    Migranti, il divario tra percezione e realtà

    Provate a chiedervi se il numero degli omicidi in Italia, rispetto al 2000, è aumentato, diminuito o rimasto invariato. Ora, nel momento stesso in cui vi accingete a darvi una risposta, il vostro cervello ha già compiuto una serie di operazioni complesse, alcune consce e volontarie, ma la maggior

    – di Vittorio Pelligra

    Il decennio perduto delle economie avanzate

    A distanza di dieci anni dalla crisi finanziaria del 2007-2008, vale la pena fare il punto sulla situazione attuale delle economie sviluppate, e domandarsi dove si troverebbero adesso se non ci fosse stata la crisi e, forse ancora più importante, dove sarebbero se prima e dopo il crollo avessero

    – di Robert Skidelsky

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