Le nostre Firme

Walter Riolfi

    Se il Bund è come una polizza assicurativa

    Che qualcuno stia comperando Bund a due anni è un dato di fatto: il prezzo del titolo (o, meglio, del benchmark) è in pressoché costante ascesa da quasi nove anni, con una accelerazione verso metà 2011, in coincidenza con la crisi dei debiti sovrani in eurozona.

    – di Walter Riolfi

    Se i dati macro lasciano indifferente Wall Street

    Il paradosso che esce dai dati Markit di febbraio è che l'economia della tanto bistrattata eurozona parrebbe andare meglio di quella della felice America. Ammesso che gli indici Markit siano confrontabili, il Vecchio continente starebbe crescendo a ritmi più veloci: di certo in Germania e Francia,

    – di Walter Riolfi

    Le attese del mercato e le promesse di Trump

    Non afferrando il senso di quello strana reazione, c'è chi dice siano state le dimissioni del consigliere per la sicurezza Michael Flynn a far indebolire il dollaro. Ma è assai più probabile, come suggeriscono altri, che gli operatori abbiano deciso di «prendere profitto», dopo i rialzi delle

    – di Walter Riolfi

    La difficile sintonia tra la Fed e il mercato

    Una reazione così evidente, come s'è vista ieri su dollaro e Treasury, lascia intendere che gli operatori sono rimasti sorpresi dalle parole pronunciate da Janet Yellen al Senato. Il tono del discorso è parso hawkish, «da falco», ossia aggressivo nel fantasiosolinguaggio di Wall Street. Eppure il

    – di Walter Riolfi

    Le incertezze della politica e la volatilità dei mercati

    Non sono i fondamentali economici a guidare i mercati, ma l'incertezza sulle elezioni in Europa e sulla politica di Donald Trump. Se davvero la rotta di Wall Street fosse tracciata dal faro degli utili aziendali, la borsa avrebbe qualche motivo per ripensare l'esuberante ottimismo: non fosse altro

    – di Walter Riolfi

    Alla Casa Bianca ora serve una Fed più «docile»

    Non c'è dubbio che la brusca ritirata del dollaro sia legata alle incaute parole di Trump (o meglio del suo consigliere Peter Navarro): se non altro perché c'è una coincidenza temporale tra i due fenomeni. Ma il successivo indebolimento della valuta, oltre 1,08 sull'euro, pressoché ai livelli della

    – di Walter Riolfi

    L'eurozona torna sotto attacco della speculazione

    Nel trambusto di ieri, la sola previsione consolante è arrivata dagli analisti di due banche: le Borse europee dovrebbero quest'anno fare meglio di Wall Street, secondo UniCredit e Goldman Sachs.Le azioni europee sarebbero, dunque, ben più attraenti di quelle americane, a detta di Erik Nielsen di

    – di Walter Riolfi

    I mercati trascurano il rischio azionario

    I segni di un'inversione di tendenza, ovvero dell'esaurimento del cosiddetto rialzo Trump, si sono rivelati fallaci. Quei segni, come s'era segnalato due settimane orsono, arrivavano da una apparente contraddizione del mercato: perchè, mentre Wall Street continuava a crescere, o quanto meno,

    – Walter Riolfi

    Fed e Bce su strade sempre più divergenti

    Se siano state le parole di Mario Draghi o piuttosto i buoni dati macro americani a determinare il rialzo del dollaro e dei rendimenti dei Treasury è argomento controverso: anzi, una questione del tutto dipendente dai diversi punti di vista. Secondo gli operatori statunitensi, in particolare quelli

    – di Walter Riolfi

    Rischio delusione con la fiducia verso Trump già alle stelle

    Più che a Wall Street, è tra i cittadini e le imprese americane dove l'euforia per le promesse economiche di Donald Trump ha raggiunto livelli impensabili. Se la borsa ha tentato anche ieri di scalare un nuovo record, e c'è riuscita per un attimo nel corso delle contrattazioni, è la fiducia dei

    – di Walter Riolfi

1-10 di 588 risultati