- 20 febbraio 2024
Un'Italia a due facce: giovani non usano il contante ma l'ignoranza finanziaria costa 57 miliardi
I nati tra il 1995 e il 2012 sono la prima generazione nativa digitale a tutti gli effetti. Questa loro predisposizione si riscontra nel modo in cui acquistano, consumano e accantonano i loro risparmi soprattutto tramite app e servizi integrati nello smartphone. Anche i Millennial sono sempre più attratti da soluzioni che esulano dall uso del contante e permettono di gestire le proprie finanze su un unica piattaforma, mentre realtà come Satispay e Nexi guardano a un target ancora più giovane: gli under 18.In base all ultimo report Netcomm NetRetail 2023 sugli acquisti degli italiani, il 66,5% degli under 25 compra online tramite smartphone, seguono i 25-34enni con il 59,6% e i 35-44enni con il 52%. Si predilige l uso delle app (87,6%) rispetto al web (30,4%), complici anche strumenti come Satispay, il sistema di mobile payment alternativo e indipendente dai circuiti tradizionali delle carte di credito e debito che in Italia conta più di 700mila utenti Gen Z (pari al 16% del totale degli iscritti) e che nel 72% dei casi viene usato dai 18-26enni per pagamenti in negozi fisici e virtuali, per il restante 28% per inviare denaro ai propri contatti. Di contro però, il resto degli italiani rischiano sempre più di dissipare i loro capitali e di perdere un'occasione a causa dell'ignoranza finanziaria. Il giornalista del Sole Vitaliano D'Angerio insieme al centro studi del sindacato bancario Uilca, ha monitorato le principali crisi finanziarie degli ultimi 24 anni. Il risultato è inaudito: i patrimoni traditi ammontano a 52,7 miliardi di euro. Una cifra superiore al costo annuale di 47,3 miliardi previsto nel budget 2024 dal Ministero della Pubblica Istruzione (Miur) e il riferimento non è casuale. Altrettanto inaudito - difficile trovare altro aggettivo - il numero di italiani coinvolti nelle storie di malafinanza: 1 milione e 487 mila risparmiatori. Ne parliamo con Vitaliano D'Angerio, Il Sole 24 Ore e con Marco Scioli, fondare di Starting Finance.Confindustria presenta "Fabbrica Europa". Bonomi: urgente una nuova politica industriale UeIl leader degli industriali Carlo Bonomi ed il delegato per l Europa Stefano Pan oggi, al Tempio di Adriano, sede della Camera di commercio di Roma, hanno lanciato, con un dossier di un centinaio di pagine, Fabbrica Europa. Le proposte di Confindustria per un Europa competitiva : una analisi - elaborata in una logica di sistema , coinvolgendo tutte le articolazioni di via dell Astronomia, rivolta alle forze politiche ed in particolare ai candidati alle elezioni europee di giugno. «Il futuro dell Europa è legato al Rinascimento dell industria europea», sottolineano, preannunciando una serie di incontri prima delle elezioni, a partire dagli eurodeputati italiani. Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, sottolinea «due riflessioni ed un appello» presentando Fabbrica Europa . «La prima riflessione: il prossimo Parlamento europeo sarà chiamato a prendere decisioni vitali per l Ue: è importante che si riappropri del suo ruolo politico che a volte è stato sottratto dalle ingerenze delle commissioni. Agli eurodepupati chiediamo di avere polso fermo e di riappropriarsi del loro ruolo politico». La seconda è sottolineare «l urgenza di interventi di politica industriale: purtroppo la nostra impressione - dice il leader degli industriali - è che il ceto politico non abbia la consapevolezza di questa urgenza. La sfida di Cina è Usa ci dice che non c è più tempo». E aggiunge: «Rivolgo un appello, ai media e a tutti coloro che fanno informazione: non permettiamo che questo importante passaggio democratico, che in questo scenario è veramente delicato, diventi una grande arma di distrazione di massa in mano alla politica. Bisogna tenere la politica sul dibattito dei temi europei» perché «senza industria non c è Europa», prospettiva «che non si può affrontare con una posizione solo ideologica o con poca conoscenza dei temi». Il documento ricorda che «l Europa ha un ruolo fondamentale per la vita delle imprese italiane: il mercato interno è ormai il nostro riferimento principale (più del 50% dell export italiano avviene nell Ue) e le regole europee stabiliscono oltre il 70% della normativa di riferimento». Approfondiamo il tema con Alessandro Arona, Radio 24.Stellantis, a gennaio vendite in crescita del 15% in Europa. E potrebbe portare leuto cinesi low cost a MirafioriNel mercato europeo (Ue, Paesi Efta e Regno Unito) sono state immatricolate a gennaio 1.015.381 vetture, l'11,5% in più dello stesso mese del 2023. I dati sono stati pubblicati oggi dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei, secondo la quale il gruppo Stellantis ha venduto a gennaio 162.525 auto, il 15% in più dello stesso mese dell'anno scorso, in Europa (Ue, Paesi Efta e Regno Unito). La crescita è maggiore di quella del mercato (+11,5%). La quota di mercato sale al 19,1% contro il 18,6% di un anno fa. Analizzando i dati emerge che in Italia, invece, l'immatricolato diesel pesa per il 15,4% nel mese, contro il solo 2,1% delle Bev, segnale del gap che ancora ci separa dagli altri maggiori Paesi europei rispetto alla diffusione delle auto elettriche. Anche per sopperire a questo ritardo un auto cinese elettrice e low cost potrebbe presto essere costruita nello storico stabilimento Mirafiori di Torino, inaugurato da Fiat nel lontano 1939. Nessun refuso ma un chiaro segno dei tempi che passano, con l Italia diventata fanalino di coda nella produzione interna di veicoli e con la necessità per il gruppo Stellantis di sfruttare al meglio gli impianti nel bel paese. L indiscrezione, anticipata da Automotive News, conferma come dal 2026 l impianto sabaudo potrebbe avviare la produzione di 150 mila vetture elettriche a marchio Leapmotor. Dopo l acquisizione del 20% del marchio cinese nel 2023, a fronte di un pagamento di circa 1,5 miliardi di euro, Stellantis ha finalmente la possibilità di realizzare auto elettriche economiche e compatte con buoni margini di profitto. L arrivo dell auto cinese in Italia comporterebbe la nascita di Leapmotor International controllata al 51% da Stellantis e al 49% da Leapmotor, per la produzione di veicoli elettrici di prossimità urbana, vendita ed esportazione. Secondo Automotive News Europe, la produzione dei modelli Leapmotor a Mirafiori partirebbe nel 2026 con un volume a regime di 150.000 vetture all anno. Le auto cinesi prodotte nello stabilimento piemontese, dove oggi si realizzano la Fiat 500 elettrica e le Maserati, Granturismo, Gran Cabrio e Levante, contribuirebbe all impegno di Stellantis preso con il governo Meloni di arrivare a produrre un milione di vetture in Italia entro il 2030. Ne parliamo con Filomena Greco, Il Sole 24 Ore.
- 08 febbraio 2024
Direttiva Ue sui fornitori: ancora rinviato il voto sugli obblighi per le imprese
Bloccato il varo del Supply chain act. Il testo torna all’Europarlamento con un addendum su cui si sta negoziando
- 02 novembre 2022
Imballaggi, sulle nuove regole Ue le imprese puntano allo slittamento
Il delegato di Confindustria per l’Europa è al lavoro su una proposta da condividere con le associazioni degli industriali tedesca e francese
- 04 giugno 2020
Confindustria: con Bonomi torna Direttivo, tre delegati del presidente
Il Consiglio generale ha approvato all’unanimità alcune modifiche statutarie
- 25 ottobre 2019
Un piano per gli appalti innovativi, così potrebbe crescere la spesa in R&S
Nella relazione del Cnr la proposta di fissare un target e gli incentivi per far decollare la spesa di R&S della pubblica amministrazione. E sollecitare le aziende a sviluppare prototipi e trovare soluzioni
- 17 luglio 2019
Oggi a Focus
Sud: Il Sud nei primi mesi del 2019 vede "affievolire" la sua capacita' di spinta, e i segnali di frenata, gia' ampiamente visibili a fine 2018, rischiano di diventare veri e propri arretramenti. E' la fotografia del Check-up Mezzogiorno di luglio 2019, realizzato da Confindustria e Srm-Studi e ricerche per il Mezzogiorno (gruppo Intesa SanPaolo). "Ha smesso di crescere il numero delle imprese: dopo molti trimestri di aumento, infatti, nei primi mesi del 2019 le imprese attive sono meno di 1 milione settecentomila (esattamente come un anno fa). Colossi hi tech nel mirino: La Commissione Ue ha deciso di aprire un'indagine per verificare se l'utilizzo, da parte di Amazon, dai dati dei dettaglianti indipendenti che vendono i loro prodotti attraverso la piattaforma del gigante dell'e-commerce viola le regole sulla concorrenza. "Dobbiamo assicurare che le piattaforme online - ha detto la commissaria Ue alla concorrenza Margarethe Vestager - non elimino i benefici che il commercio elettronico offre ai consumatori attraverso comportamenti anti-competitivi". Nomine Ue: Sarà la tedesca Ursula von der Leyen a guidare la prossima Commissione europea, divenendo così la prima donna nella storia europea a presiedere l'esecutivo comunitario. Dopo il via libera dei Ventotto, IERI a conferirle lo scettro è stato il Parlamento Ue che l'ha eletta - per il rotto della cuffia - successore di Jean-Claude Juncker con una maggioranza risicatissima di 383 voti a fronte di 327 contrari. Decisivi a suo favore sono stati i 14 eurodeputati del M5S, non organici alla maggioranza a Strasburgo, senza i quali le sarebbe mancato il quorum necessario di 374 voti. Al sì dei pentastellati si è contrapposto il no della Lega, con i partiti di governo in Italia che si sono quindi spaccati. OSPITI: STEFAN PAN vicepresidente confindustria per le politiche regionali e di coesione territoriale, LUCA SALVIOLI Sole 24 Ore, GERARDO PELOSI, Sole 24 Ore.
- 19 luglio 2018
Sud, Confindustria: lenta risalita, Pil 2018 frena a +1,1%
L’economia del Mezzogiorno continua una «lenta ma costante risalita» da due anni. I segnali positivi restano prevalenti, ma il ritmo è «ancora contenuto, anzi si registra qualche rischio di rallentamento». È la fotografia del Check-up Mezzogiorno di luglio 2018, realizzato da Confindustria e
- 27 dicembre 2017
Petrolio vicino ai 60 dollari/barile - Il nuovo contratto della Pa - Derby di bilanci a Sansiro - L'economia del mezzogiorno7
Oggi a Focus Economia: volo il prezzo del petrolio dopo l'attentato all'oleodotto in Libia - Milan-Inter, derby di Coppa e di bilanci; l'indagine di Confindustria e Intesa Sanpaolo sull'economia del Mezzogiorno.Ospiti Sissi Bellomo, Carlo Festa, Gianni Trovati de il Sole 24 Ore; Stefan Pan, vicepresidente Confindustria. Come di consueto spazio al commento della giornata di Borsa.
- 19 luglio 2017
Settore delle costruzioni - Sud
Settore delle costruzioni - "Il settore delle costruzioni non riesce ad agganciare la ripresa". L'osservatorio congiunturale dell'Ance prevede una crescita degli investimenti dello 0,2% nel 2017, "un aumento del tutto trascurabile per parlare di effettiva risalita" del settore e parla di "motori ancora spenti". Nel 2018 potrebbe andare meglio con un incremento previsto dell'1,5%. In particolare per il 2017 l'associazione dei costruttori prevede un calo dell'1,5% per gli investimenti in nuove abitazioni, un aumento dello 0,2% per quelli in opere pubbliche e dello 0,5% per quelli in riqualificazione, che rappresentano ormai quasi il 40% degli investimenti complessivi del settore. Sud - Continua la risalita del Mezzogiorno, trainata dalle sue imprese. E' quanto rileva il check up di metà anno che Confindustria e Srm (centro studi del Gruppo Intesa Sanpaolo) dedicano all'economia e alla società meridionale. Dopo un 2015 che ha visto crescere le regioni del Sud più della media nazionale, le anticipazioni relative al 2016 confermano la tendenza alla crescita moderata, che dovrebbe proseguire anche nella prima parte del 2017. Questa tendenza è confermata dall'indice sintetico dell'economia meridionale, che mostra tutti gli indicatori in crescita, come già alla fine del 2016. In particolare, continua la crescita del Pil (+0,9% nel 2016), su livelli non molto lontani da quelli del 2015 (+1%), trainata dall'industria in senso stretto (il cui valore aggiunto è cresciuto nel 2016 del 3,4%, oltre 2 punti in più della media nazionale). Ospiti: Giuliano Campana, presidente dell'Ance, Stefan Pan, vice presidente di Confindustria per le politiche regionali.
- 27 dicembre 2016
MPS, l'aumento di capitale sale da 5 a 8,8 mld - Giovedì in CDM il decreto Milleproroghe
Oggi a Focus Economia: la Bce alza l'asticella, altri 3 miliardi per il salvataggio di MPS; in arrivo il decreto milleproroghe con novità su comunicazioni IVA, precari PA e gestione rifiuti pericolosi; lo stato di salute dell'economia del Mezzogiorno. Ospiti Marco Ferrando e Giovanni Parente, Sole 24 Ore; Stefan Pan, vicepresidente Confindustria. Come di consueto, spazio al commento della giornata di Borsa.
- 07 novembre 2016
La scommessa vincente della doppia formazione
«Pronti alla sfida»: è all’insegna di questo motto che giovedì 10 novembre, presso la Libera Università di Bolzano, si svolgerà la XXIII edizione di Orientagiovani, il tradizionale appuntamento che Confindustria ogni anno riserva all’orientamento degli studenti. E la scelta di Bolzano, per
- 25 aprile 2016
I rischi economici dell'addio a Schengen - Europa, soffiano venti di divisione - Popolare Vicenza - Calcio
Si rafforza lo spettro di un'Austria anti-migranti dopo che il primo turno delle elezioni presidenziali è stato vinto dell'estrema destra. Il candidato del partito della Libertà (Fpoe), Norbert Hofer, ha ottenuto oltre il 35% delle preferenze. L'Italia in particolare guarda con attenzione a ciò che avviene al di là del confine austriaco e tenta di capire se Vienna introdurrà i minacciati controlli al Brennero. Già a febbraio aveva fatto discutere questa ipotesi soprattutto per gli effetti economici che un'azione del genere potrebbe portare con sé. Al suo secondo giorno in Germania, il presidente Barack Obama ha visitato la Fiera dell'Industria di Hannover, inaugurata ieri, accompagnato dalla cancelliera Angela Merkel. Nel pomeriggio, il vertice 'G5' di Hannover al castello di Herrenhausen. All'incontro - focalizzato, tra i temi principali, su migranti e contrasto al terrorismo - partecipano il presidente degli Usa Barack Obama, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande, il premier italiano Matteo Renzi e il primo ministro britannico David Cameron. Dovrebbe chiudersi il 28 aprile il collocamento delle nuove azioni della Popolare di Vicenza a 0,1 euro per azione. A garantire l'operazione il fondo Atlante che è subentrato ad Unicredit come acquirente dell'inoptato. L'aumento fino a 1,5 mld di euro preleude alla quotazione in Borsa dell'istituto. Il prezzo delle nuove azioni praticamente azzera (- 99,8%) le partecipazioni dei vecchi soci. Meno di due anni fa, nell'estate del 2014 le azioni della pop Vicenza venivano vendute a 62,5 euro. Lo scorso febbraio il prezzo per il diritto di recesso era stato fissato a 6,3 euro. Sul Sole 24 Ore, l'identikit dei grandi soci che hanno perso tutto quanto avevano investito. Si va da big come Generali ed Allianz a imprenditori come Rene' Caovilla e Luca Ferrarini, Alfio Marchini. Partecipazione azzerata anche per la Fondazione Roi che era presieduta dallo stesso Gianni Zonin. Suning e Inter sempre più vicine. Il colosso cinese esce allo scoperto e con una nota ufficiale fa sapere che "Suning Investment Holding Group e Suning Sports sono interessate ad una cooperazione strategica con l'Inter. Le due parti - si legge nel comunicato - stanno esplorando approfonditamente le possibilità di un'ampia partnership per quel che riguarda l'ambito calcistico e lo sviluppo del calcio in Cina e non escludono la possibilità di investimenti reciproci". OSPITI: Stefan Pan, presidente Assoimprenditori Trentino Alto-Adige, Christian Bluth, ricercatore per Berteslmann, Adriana Cerretelli, Sole 24 Ore Bruxelles, Fabio Pavesi, Sole 24 Ore, Marco Bellinazzo, Sole 24 Ore.
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