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Saddam Hussein

Saddām Husayn Abd al-Majīd al-Tikrītī, conosciuto come Saddam Hussein, è stato un politico iracheno e ha rivestito il ruolo di Presidente dell’Iraq fino alla Guerra del Golfo. È stato riconosciuto colpevole per crimini contro l’umanità ed è stato condannato a morte per impiccagione. La sua esecuzione è avvenuta nel 2006.

Dopo gli studi in Giurisprudenza a Il Cairo, Saddam Hussein è tornato in Iraq dove è entrato in politica, arruolandosi nelle fila del partito socialista arabo Bath. Condannato a morte per un attentato al leader politico Qasim, nel 1959 è evaso e si è rifugiato in Siria e a Il Cairo. Nel 1968 si è laureato in giurisprudenza a Baghdad. Nello stesso anno è diventato vicepresidente del Consiglio del Comando Rivoluzionario, nel 1973 è stato promosso Generale dell'esercito e sei anni più tardi ha sostituito il Presidente della Repubblica Ahmad Hasan al-Bakr.

Durante la sua dittatura è esplosa la guerra contro l'Iran per il controllo del territorio. Dopo l’invasione del Kuwait promossa da Saddam per l’egemonia del petrolio, nel 1991 con l’intervento di un contingente alleato (composto da 30 Paesi, tra cui gli Usa) è iniziata la Guerra del Golfo. Accusato di non aver adempiuto gli obblighi imposti dalla comunità internazionale e di possedere armi nucleari, chimiche e biologiche, nel 2003 Saddam Hussein è stato catturato a Tikrit, sua città natale. È stato processato per la strage di Dujail del 1982, nella quale sono morti 148 sciiti ed è stata proclamata la sua condanna a morte per impiccagione.

Ultimo aggiornamento 24 febbraio 2016

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