Ultime notizie

rischi e misure di sicurezza

  • 02 aprile 2025
    Dissesto idrogeologico, Gava: quasi 600 milioni per la messa in sicurezza del  territorio

    Regioni

    Dissesto idrogeologico, Gava: quasi 600 milioni per la messa in sicurezza del territorio

    Quasi 350 milioni vanno a Regioni e Province autonome per il 2025. I fondi si aggiungono ai 240 milioni di risorse Fsc 2021-2027, «in fase di definizione con le Autorità di Bacino Distrettuali»

    Non solo dazi: così la crociata Usa contro le navi cinesi moltiplica i rischi

    24Plus

    24+ Non solo dazi: così la crociata Usa contro le navi cinesi moltiplica i rischi

    Non solo dazi, ma anche tasse salatissime sulle navi in qualche modo collegate alla Cina che entrano nei porti degli Stati Uniti. A rendere ancora più pesanti le conseguenze della guerra commerciale ingaggiata da Donald Trump c’è un’ulteriore misura che potrebbe essere varata a breve e che fa

    Resistenza agli antibiotici: quali rischi per la salute?

    CONTAINER

    Resistenza agli antibiotici: quali rischi per la salute?

    Dopo 30 anni, è stata scoperta una nuova classe di antibiotici, la lariocidina, da un team di ricercatori canadesi e americani della McMaster University di Ontario e dell'Università dell'Illinois a Chicago. Questa scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, potrebbe rappresentare una svolta significativa nelle cure e nel trattamento delle infezioni soprattutto nell’ottica dell’antibiotico resistenza, che è diventata una delle sfide sanitarie più gravi del nostro tempo, eppure, nonostante i progressi della medicina, molti di noi non sono ancora pienamente consapevoli dei rischi che comporta. Che cos'è davvero la resistenza agli antibiotici? E come possiamo proteggerci? Ne parliamo a Obiettivo Salute risveglio con la prof.ssa Antonella Castagna, Ordinario di Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e Direttore della scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali presso l’Università Vita-Salute San Raffaele.

    Dazi, i rischi per l'Italia

    CONTAINER

    Dazi, i rischi per l'Italia

    Venerdì e sabato si tiene la Trentaseiesima edizione de "Lo scenario dell economia e della finanza"  di The European House - Ambrosetti. Tra gli incontri più interessanti ci sarà venerdì "Gli impatti della Trumponomics sulle filiere industriali europee e italiane . Gli Stati Uniti rappresentano il 1° partner commerciale dell Unione Europea, con un surplus manifatturiero per l UE che sfiora i 200 miliardi di Euro (di cui il 19,6% detenuto dall Italia). Tuttavia, l UE registra un disavanzo verso gli Stati Uniti in termini di energia (-69,9 miliardi di Euro, di cui 7,6% detenuto dall Italia) e di servizi (-108,6 miliardi di Euro di cui 2,1% detenuto dall Italia) Teha evidenzia come gli impatti potenziali, derivanti dall introduzione di dazi, siano in media contenuti e gestibili per il sistema Paese, ricompresi tra 1,8 e 8 miliardi di Euro di riduzione dell export. Con la consapevolezza che alcune singole aziende di singoli settori potranno essere anche pesantemente impattate, come il settore dei macchinari, dei veicoli e della moda. Per rispondere alla politica commerciale del Presidente Trump, l Unione Europea potrebbe seguire le seguenti raccomandazioni: Consolidare la coesione tra gli Stati membri, rafforzare i legami verso altri, e nuovi, mercati e partner commerciali e attivare un tavolo di Lavoro condiviso tra Istituzioni europee e multinazionali americane.L elemento dirimente è: quanto la domanda di prodotti italiani ed europei è elastica rispetto al prezzo? Quanto i prodotti Made in Europe sono sostituibili (e in quanto tempo) da beni prodotti all interno degli Stati Uniti o in paesi non soggetti a dazi? In questo scenario, l Italia è il 21° Paese al mondo per insostituibilità commerciale delle esportazioni. Ne parliamo con Valerio De Molli, Managing Partner e CEO, The European House Ambrosetti e Teha GroupConfindustria taglia Pil 2025, +0,6%. Se guerra dazi +0,2%"La crescita in Italia riprende slancio solo nel 2026", avverte il Centro studi di Confindustria che, all'appuntamento con le previsioni di primavera, ha rivisto al ribasso dal +0,9 al +0,6% la stima per il Pil 2025 e vede in crescita dell'1% il Pil 2026. Incide un clima di incertezza "al massimo storico" legato anche alla guerra dei dazi che "pesano come un conflitto commerciale". Può andar peggio: la stima ipotizza che "l'impennata di incertezza duri per la prima metà del 2025" e "non include l'effetto di ulteriori dazi e contro dazi"; per gli economisti di via dell'Astronomia "lo scenario peggiore di un'eventuale escalation protezionistica" comporterà, invece, un ulteriore rallentamento del Pil con uno scostamento "del -0,4% nel 2025 e del -0,6% nel 2026", riducendo quindi la crescita attesa al +0,2% nel 2025 ed al +0,4% nel 2026. "Energia, green deal e dazi: gli ostacoli all'economia italiana e europea" al centro dell'analisi del centro centro studi di Confindustria. Il contesto è quello di "uno scenario internazionale sempre più frammentato" con una Europa che "sta progressivamente perdendo competitività".  Sull'economia italiana "si contrappongono forze di segno opposto". Non mancano fattori che agiranno in positivo, come il taglio dei tassi, la risalita del reddito disponibile reale totale delle famiglie grazie al progressivo recupero delle retribuzioni pro-capite, il buon contributo dei redditi non da lavoro, l'aumento dell'occupazione totale, il calo dell'inflazione, "sebbene gli ultimi due fenomeni si attenueranno nel 2025 e 2026". Si aggiunge il calo atteso della propensione al risparmio che con l'aumento del reddito può dare un buon contributo alla dinamica dei consumi. E c'è l'implementazione del Pnrr: "Tra il 2025 e il 2026 le risorse programmate ammontano a circa 130 miliardi. Anche se non verranno spese tutte (l'ipotesi è che ne venga spesa la metà, 65 miliardi), daranno un importante contributo al Pil, in particolare agli investimenti in costruzioni, frenati dal venire meno degli incentivi all'edilizia residenziale". Il commento è di  Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria.Pnrr, Fitto gela Giorgetti ma apre alla possibilità di spostare i progetti alla CoesioneLa doccia fredda per le speranze di proroga del Pnrr interne al governo è arrivata proprio dal vice presidente esecutivo della Commissione Ue di Fdi. A inizio settimana Raffaele Fitto in audizione alle commissioni congiunte del Parlamento Europeo ha ricordato che: "Gli Stati membri hanno solo 18 mesi per raggiungere i circa 5mila target milestone, è importante accelerare. La Commissione è pronta a sostenere tutti gli Stati membri, ma dobbiamo ricordare che il margine di manovra si sta assottigliando. Tutti i target e i milestones devono essere raggiunti entro agosto 2026", ha aggiunto Fitto.  Dopo il bastone è poi arrivata la carota: la Commissione europea nella revisione di medio termine della Politica di Coesione ha proposto che Stati Ue e regioni dovrebbero individuare "entro giugno 2025" i progetti del Pnrr che "rischiano di non essere completati entro la scadenza di agosto 2026" e che potrebbero essere presi in considerazione per il finanziamento attraverso la politica di Coesione. Nonostante il governo continui a considerare il Pnrr un successo, però, secondo il Sole 24 Ore sono almeno 20 le misure in affanno. Nel frattempo però come preannunciato da Ursula von der Leyen nel suo piano "ReArm Europe", poi ribattezzato "Readiness2030", la Commissione europea ha presentato la proposta che consentirà agli Stati di usare i fondi di Coesione tradizionalmente destinati alle regioni più in difficoltà per finanziare capitoli di spesa che rispondono alle nuove priorità, a partire dalla Difesa.  Interviene Gianni Trovati, del Sole 24 Ore.

  • 01 aprile 2025
    Rischi catastrofali, differito l’obbligo di stipulare la polizza

    Adempimenti

    Rischi catastrofali, differito l’obbligo di stipulare la polizza

    Nuovi termini per piccole e medie aziende; per le grandi 90 giorni senza sanzioni

    Pnrr: dall’idrico all’energia almeno venti misure in affanno

    Italia

    Pnrr: dall’idrico all’energia almeno venti misure in affanno

    Giovedì scorso, in contemporanea, sono state pubblicate 853 pagine di radiografia puntuale del Pnrr, divise tra le 693 della sesta relazione semestrale del Governo trasmessa ieri al Parlamento e le 160 del rapporto della Corte dei conti, sezione centrale di controllo sulle amministrazioni dello