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Permuta

Esiste già nel codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 163/2006, articolo 53, commi 6 e seguenti) la possibilità per un'amministrazione di pagare il corrispettivo dovuto a un appaltatore mediante la cessione di un bene pubblico. Questo va ovviamente specificato a monte nel bando di gara. Ora è allo studio l'estensione esplicita di questa facoltà alle concessioni di lavori pubblici. L'ente pubblico interessato alla realizzazione di un'opera che non si ripaga interamente il costo di costruzione con il cash flow potrà cedere un immobile o la sua gestione così da incrementare il cash flow atteso.

Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2016

Ultime notizie su Permuta
    • News24

    Fiera, via libera al nuovo Portello

    L'ente fieristico presieduto da Benito Benedini ha ceduto il diritto di superficie dei padiglioni 1 e 2 per 50 anni, a cui se ne potranno aggiungere altri 50 (salvo la possibilità della Fondazione di esercitare il diritto di permuta con un albergo che Vitali costruirà).

    – di Sara Monaci

    • News24

    Immobili (quasi) tutti agevolati

    Le regole previste per la cessione agevolata possono essere estese ad altri negozi giuridici quali permuta, datio in solutum, conferimento in società (circolare 112/E del 1999).

    – di Primo Ceppellini e Roberto Lugano

    • News24

    Ance: investimenti pubblici ok, +1% di risorse

    «Nel caso in cui un'impresa si rendesse disponibile ad acquistare in permuta l'abitazione usata del compratore, le dovrebbe essere garantito un regime di tassazione agevolata, con applicazione, all'atto d'acquisto, delle imposte in misura fissa.

    – Giorgio Santilli

    • News24

    Abitazioni, segnali di recupero

    2) incentivi che favoriscano la permuta tra abitazioni usate e quelle nuove ad alta prestazione energetica (per favorire gli scambi e anche - spiega l'Ance - la riqualificazione dei vecchi immobili da parte dei costruttori che acquistano);

    – Alessandro Arona

    • News24

    Arsenale Taranto, niente lavoro sulle navi. Confindustria: dare i bacini ai privati

    Si dia quindi alle imprese la possibilità «di incentivare il traffico del naviglio non militare attraverso la stipula di contratti-quadro di permuta della durata di almeno quattro-cinque anni, con tariffe ridotte o simboliche, in modo tale da poter garantire al comparto mercantile l'utilizzo dei bacini, fatte salve le esigenze della Marina Militare per le proprie navi».

    – di Domenico Palmiotti

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