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Neet

L’acronimo «Neet» sta a indicare persone «Not in education, employment or training», cioè giovani che contemporaneamente non sono inseriti in un percorso scolastico o formativo e non sono impegnati in un’attività lavorativa. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, il fenomeno dei ragazzi 15-24 anni «Neet» interessa circa 1,3 milioni di persone, circa il 20% della popolazione di questa fascia d’età, percentuale che supera il 30% in alcune delle più importanti regioni del Mezzogiorno, come Campania, Calabria e Sicilia

Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2016

Ultime notizie su Neet
    • News24

    La strategia dell'inclusione

    Relazione a tutto campo del presidente di Confindustria Boccia, che spazia nei complessi rapporti tra economia e società: non solo impresa e politica industriale, ma anche criticità sociali dell'Italia di oggi (giovani, povertà, città, sisma appenninico).

    – di Carlo Carboni

    • News24

    La stretta relazione tra libri e benessere economico

    Mentre a Torino si inaugura il Salone del libro dovremmo fermarci a riflettere sulla stretta correlazione esistente tra la diffusione dei libri e la ricchezza di un Paese. In Europa, le nazioni che registrano il più alto numero di lettori sono anche quelle che hanno il più elevato potere d'acquisto

    – di Giuseppe Laterza

    • News24

    ISTAT / Italia ancora maglia nera in Ue per giovani Neet

    In Italia i Neet, acronimo inglese che sta per giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, sono scesi a 2,2 milioni nel 2016, con un'incidenza che passa al 24,3% dal 25,7% dell'anno prima. Nonostante il calo si tratta però ancora della quota "più elevata tra i paesi dell'Unione"

    • News24

    Istat: più disuguaglianze, ritmo ripresa insufficiente

    In Italia nel 2016 si contano circa 3 milioni 590 mila famiglie senza redditi da lavoro, ovvero dove non ci sono occupati o pensionati da lavoro. Lo rileva l'Istat nel Rapporto annuale. Si tratta del 13,9% del totale, con la percentuale più alta che si registra nel Mezzogiorno (22,2%). Nel 2008

    – di Andrea Gagliardi

    • News24

    Barometro Cisl: l'occupazione divide l'Italia

    Il divario nelle condizioni sociali tra le regioni si è progressivamente ampliato e non accenna a diminuire; il Centro e il Nord hanno iniziato la ripresa dal 2014, mentre il Sud ha avviato il recupero dal 2015, ma i livelli pre-crisi restano lontani per tutti. Il barometro regionale Cisl del

    – di Giorgio Pogliotti

    • News24

    Mezzogiorno ancora lontano dai livelli pre-crisi

    Le regioni italiane ancora faticano a tornare ai livelli pre-crisi. Il divario delle condizioni sociali tra le diverse aree del Paese negli ultimi anni si è allargato, il Mezzogiorno è rimasto più indietro rispetto a Centro e Nord che dal 2014 hanno iniziato a recuperare terreno.

    – di Giorgio Pogliotti

    • Econopoly

    Colpa dei bamboccioni o della classe dirigente se si assumono pochi giovani?

    La recente pubblicazione delle statistiche sulle percentuali di laureati dei Paesi europei offre l'occasione per mettere a sistema un po' di dati sulla situazione dei giovani italiani. Molti numeri che seguiranno non sono nuovi all'opinione pubblica, anzi sono ampiamente conosciuti, almeno a livello disaggregato. Ma è la loro combinazione, oltre al confronto degli stessi con quelli dei nostri "vicini di casa", ad incupire un quadro già di per sé buio, in cui su condizioni e prospettive dei venti...

    – Econopoly

    • Agora

    Disoccupati over 50 in crescita: l'esperienza non conta più

    L'ultimo dato sulla disoccupazione italiana ha segnato un leggero aumento della disoccupazione: +0,1% all'11,7%. Come ormai siamo abituati, il dato più proccupante è quello dei giovanissimi tra i 15 e i 24 anni che sono senza lavoro: il 34,1%. Un dato che ovviamente preoccupa anche in considerazione dell'elevato livello dei cosiddetti Neet, i giovani che non stanno studiando e non stanno nemmeno svolgendo programmi di formazione e training. Come dire che sono quelli che sono ad altissimo rischio...

    – Pierangelo Soldavini

    • Info Data

    Giovani lavoratori, si può ripartire da dieci meno?

    Proviamo a guardare con il cannocchiale della storia i dati provvisori dell'Istat sul mercato del lavoro del mese di marzo. E partiamo da una parola chiave: stabile. Secondo il nostro Istituto nazionale di statistica risulterebbe stabile alla fine del terzo mese dell'anno, il tasso di occupazione, al 57,6%. Ora puntiamo il nostro strumento di osservazione usando la stessa ottica, il tasso di occupazione, appunto. Ma miriamo su tre obiettivi: quello generale, quello dei giovani (15-24 anni) e que...

    – Davide Colombo

    • News24

    Neet, un (triste) primato italiano

    Più di un milione e 300mila registrati, quasi un milione di "presi in carico", 500mila coinvolti in misure di politica attiva.

    – di Francesca Barbieri

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