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Marion Cotillard

    • News24

    Tra chignon e smokey eye, look da star al Festival di Cannes

    Non è solo l'occasione per vedere i prossimi film in programmazione, ma il Festival di Cannes è il red carpet per eccellenza. Come ogni anno i riflettori si accendono sulle star, fasciate in abiti strepitosi, impreziosite da gioielli superbi e illuminate da maquillage sapienti, a cura di L'Oréal

    – di Monica Melotti

    • Agora

    Primo bilancio di Cannes 70: Fiabe nere della diversità Piccoli protagonisti derubati dell'infanzia, emarginazione e immigrazione. Il film più bello è «Loveless»

    Adulti raffreddati e autocompiaciuti, ragazzini derubati di calore e leggerezza, una società egoista allergica al diverso: la prima parte del 70esimo festival di Cannes ha raccontato un occidente malato e allarmante. La rassegna è partita con una pellicola confusa nei generi e nella trama, Il fantasma di Ismael, di Arnaud Desplechin, in cui una moglie, Carlotta (Marion Cotillard), torna dopo vent'anni a guastare l'esistenza a Ismaël Vuillard (Mathieu Amalric), che vive una nuova relazione con S...

    – Cristina Battocletti

    • News24

    Fiabe nere della diversità. Piccoli protagonisti derubati dell'infanzia

    Adulti raffreddati e autocompiaciuti, ragazzini derubati di calore e leggerezza, una società egoista allergica al diverso: la prima parte del 70esimo festival di Cannes ha raccontato un occidente malato e allarmante. La rassegna è partita con una pellicola confusa nei generi e nella trama, Il

    – di Cristina Battocletti

    • News24

    Cannes, accoglienza fredda per «Les fantômes d'Ismaël»

    E' partita senza sussulti l'edizione numero 70 del Festival di Cannes: come film d'apertura è stato presentato «Les fantômes d'Ismaël» del francese Arnaud Desplechin, accolto freddamente al termine della prima proiezione per la stampa internazionale.

    – di Andrea Chimento

    • News24

    Un grande Michael Keaton al McDonald's

    La nascita di McDonald's raccontata in un film: tra i titoli più attesi del weekend in sala, «The Founder» narra l'incredibile storia vera di Ray Kroc, un rappresentante di frullatori che, negli anni Cinquanta, s'imbatte in un chiosco di hamburger in California gestito dai fratelli McDonald.

    – di Andrea Chimento

    • News24

    Con «Sing» il talent show è d'animazione

    L'animazione è ancora protagonista nelle nostre sale: dopo «Oceania» e «Le stagioni di Louise», usciti appena prima di Natale, anche il nuovo anno si apre sotto il segno del cinema animato con «Sing» diretto da Garth Jennings e Christophe Lourdelet e prodotto dalla Illumination Entertainment, la

    – di Andrea Chimento

    • News24

    Assassin's Creed: finalmente al cinema un film ispirato ai videogame

    Ci sono voluti 23 anni. E non sono pochi. Era dall'uscita di Super Mario Bros, diretto da Rocky Morton e Annabel Jankel e basato appunto su Super Mario Brothers che le trasposizioni cinematografiche di videogiochi di successo viaggiavano a corrente alternata. Senza mai convincere né deludere. Sono

    – di Luca Tremolada

    • News24

    Geniale esuberanza

    Xavier Dolan ripercorre sempre la (sua) stessa sofferenza in combinazioni di solito esasperate; ma poiché è un genio e di quel dolore porta genuinamente le scorie, i suoi film hanno, al netto della loro maggiore o minore riuscita, una gemma di bellezza che pochi sanno trasmettere. E' solo la fine

    • Agora

    La geniale esuberanza di Dolan: sempre gli stessi temi ma inchioda fino all'ultimo

    Xavier Dolan ripercorre sempre la (sua) stessa sofferenza in combinazioni di solito esasperate; ma poiché è un genio e di quel dolore porta genuinamente le scorie, i suoi film hanno, al netto della loro maggiore o minore riuscita, una gemma di bellezza che pochi sanno trasmettere. E' solo la fine del mondo racconta la storia di uno scrittore di culto, trentenne, omossessuale che torna a casa dopo dodici anni per annunciare la sua morte prossima. Dolan, che ha scritto anche la sceneggiatura, r...

    – Cristina Battocletti

    • News24

    Angelina Jolie-Brad Pitt. E' Hollywood a pagare il «divorzio del secolo»

    «Come Brangelina non ne fanno più», il lamento dalla collina di Los Angeles si sente fin qui. Il dolore più interessante non è quello dei fan di tutto il mondo ma di un'industria che per tutto il Novecento si è appoggiata a coppie come Angelina Jolie e Brad Pitt. Bacall-Bogart, Taylor-Burton,

    – di Angela Manganaro

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