Persone

Mario Monicelli

Mario Monicelli è nato il 16 maggio del 1915 a Viareggio ed è deceduto il 29 novembre del 2010 a Roma, è stato un regista e sceneggiatore italiano.

Insieme a Dino Risi e Luigi Comencini è stato uno dei massimi esponenti della commedia all'italiana.

Figlio di Tomaso Monicelli (celebre giornalista e critico teatrale ed ex direttore de 'il Resto del Carlino' e dell'Avanti'), conobbe e frequentò grandi personalità della letteratura e dello spettacolo, ricevendo, grazie a questo ambiente fortemente intellettuale, un forte stimolo alla sua dimensione creativa che sfocerà nella produzione dei suoi capolavori cinematografici.

Lasciato Viareggio, frequentò le scuole elementari a Roma, per poi trasferirsi nuovamente a Viareggio, dove ha frequentato le medie, il ginnasio e due anni di liceo, quindi a Milano dove, finito il liceo, il giovane Monicelli inizia la carriera universitaria per poi laurearsi in Storia e Filosofia presso l'Università di Pisa, appena prima dell'inizio della seconda guerra mondiale.

Monicelli si avvicina al cinema grazie all'amicizia con Giacomo Forzano, figlio del commediografo Giovacchino Forzano, fondatore a Tirrenia di moderni studios cinematografici sotto il nome di Pisorno.

L'esordio cinematografico di Monicelli come regista avvenne nel 1934, quando girò insieme al cugino ed amico Alberto Mondadori, il cortometraggio "Cuore rivelatore", seguito dal mediometraggio muto "I ragazzi della via Paal", che venne premiato nella sezione 'passo ridotto' della Mostra del Cinema di Venezia.

Nel 1937 Monicelli diresse, sotto lo pseudonimo di Michele Badiek, il suo primo lungometraggio, "Pioggia d'estate".

La passione per il cinema portò Monicelli a ricoprire diversi ruoli minori su vari set, fin quando Giacomo Gentilomo, alla direzione del suo primo film "La granduchessa si diverte", lo chiamò come aiuto regista.

Nel 1940 entrò nella cavalleria dell'esercito ma ne uscì nel 1943 per ritornare a tempo pieno alla cinematografia.

Conobbe prima Stefano Vanzina poi Steno col quale diresse "Totò cerca casa", cui seguirono "E' arrivato il cavaliere" (1950), "Vita da cani " (1950), "Totò e i re di Roma" (1951).

Il 1951 fù anche l'anno di "Guardie e ladri", vincitore del premio per la miglior sceneggiatura a Cannes, del Nastro d'Argento e della Palma d'Oro per il migliore attore attribuita a Totò.

Nel 1955 diresse, con l'interpretazione di Alberto Sordi, il film "Un eroe dei nostri tempi" e nel 1957 vinse l'Orso d'argento per il film "Padri e figli" con Aldo Fabrizi ed una giovanissima Gina Lollobrigida.

Il 1956 fù l'anno de "I soliti ignoti", nel 1959 scrisse "La Grande guerra", che vinse il Leone d'oro alla Mostra del cinema di Venezia.

Nel 1966 diresse "L'armata Brancaleone", nonostante le iniziali perplessità del produttore Mario Cecchi Gori, il film ebbe enorme successo.

Nel 1968 diresse Monica Vitti ne "La ragazza con la pistola" e nel 1974 diresse Ugo Tognazzi e l'esordiente Ornella Muti nel dissacrante "Romanzo popolare".

Nel 1975 diresse con Pietro Germi l'allegra, scansonata e goliardica commedia de "Amici Miei", con la partecipazione di Ugo Tognazzi, Philip Noiret, Adolfo Celi e Gastone Moschin.

Nel 1977 diresse il toccante ruolo drammatico di Alberto Sordi ne "Un borghese piccolo piccolo".

Negli anni '80 diresse, tra l'altro, "Il marchese del grillo" (1981), premiato al Festival di Berlino per la migliore regia, "Amici miei atto II" (1982), "Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno" (1984), "Le due vite di Mattia Pascal" (1985), e "Speriamo che sia femmina" (1986) film vincitore di due David di Donatello (al film ed alla regia) e di un Nastro d'Argento.

Negli anni '90 diresse "Il male oscuro" (1990), tratto dall'omonimo libro di Giuseppe Berto, "Rossini! Rossini!" (1991), anno in cui vinse il Leone alla carriera,"Parenti serpenti" (1992), "Cari fottutissimi amici" (1994), "Facciamo paradiso" (1995) e "Panni Sporchi" (1999).

Negli anni 2000, occupandosi, tra l'altro anche di temi politici e di estrema attualità ha diretto "Come quando fuori piove" (TV 2000), "Un altro mondo è possibile" (2001), "Lettere dalla Palestina" (2002) e "Firenze il nostro domani" (2003).

Il 29 Novembre del 2010, ricoverato per un tumore alla prostata nel reparto di urologia, al quinto piano dell'Ospedale San Giovanni a Roma, muore suicida lanciandosi dal balcone del reparto.

Destino, quello del suicidio, peraltro già seguito nel 1946 anche dal padre Tomaso, che si era tolta la vita con un colpo di pistola.

Mario Monicelli è stato insignito delle seguenti onorifienze:

— Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana (Roma, 27 aprile 1987);

— Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana (Roma, 22 marzo 1994);

— Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte (Roma, 25 febbraio 2000).

Nel 2015, Lorenzo Bassi e Franco Longobardi hanno dedicato, al grande regista italiano, un Docufilm antologico "Mario Monicelli : Il Re della Commedia all'italiana"..

Mario Monicelli ha convissuto per oltre 30 anni con Chiara Rapaccini, artista, designer e scrittrice italiana, che lo ha reso padre di una figlia.

Ultimo aggiornamento 28 luglio 2016

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