Marcello Minenna (classe 1971) è economista. Insegna finanza stocastica e politica economica in Italia e all’estero e scrive di macroeconomia e mercati finanziari.

Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2026
  • 18 maggio 2026
    Tariffs are fighting the wrong war

    24Plus

    24+ Tariffs are fighting the wrong war

    For decades, the debate over US external imbalances has focused on one obvious variable: the trade deficit. The logic dates back to Bretton Woods, when the constraint was gold: if reserves fell, the system collapsed. Even after the dollar’s convertibility was abandoned in 1971, the habit remained.

  • 17 maggio 2026
    Perché i dazi combattono la guerra sbagliata

    24Plus

    24+ Perché i dazi combattono la guerra sbagliata

    Per decenni il dibattito sugli squilibri esterni statunitensi si è concentrato su una variabile ovvia: il deficit commerciale. La logica risale a Bretton Woods, quando il vincolo era l’oro: se le riserve scendevano, il sistema saltava. Caduta nel 1971 la convertibilità del dollaro, l’abitudine è

  • 07 maggio 2026
    OPEC: The End of Obedience

    24Plus

    24+ OPEC: The End of Obedience

    The exit of the United Arab Emirates from OPEC and OPEC+ marks a profound discontinuity: Abu Dhabi is not leaving the cartel because oil matters less to its strategy, but because it matters too much to remain subordinated to collectively agreed quotas.

    Opec, la fine dell’obbedienza

    24Plus

    24+ Opec, la fine dell’obbedienza

    L’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’Opec e dall’Opec+ segna una discontinuità profonda: Abu Dhabi non lascia il cartello perché il petrolio pesa meno nella sua strategia, ma perché pesa ancora troppo per restare subordinato a quote collettive.

  • 03 maggio 2026
    Dalla fortezza finanziaria alla dipendenza asiatica: il vero costo del conflitto russo-ucraino

    24Plus

    24+ Dalla fortezza finanziaria alla dipendenza asiatica: il vero costo del conflitto russo-ucraino

    La guerra della Russia contro l’Ucraina appare sostenibile se si guarda al solo deficit pubblico, fermo al 2-3% del PIL. Ma è una lettura contabile, non economica: il costo reale è altrove.