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Jeremy Corbyn

Jeremy Bernard Corbyn nato a Chippenham il 26 maggio 1949 è un politico inglese. Dal 2015 è leader del partito Laburista e dell'opposizione e dal 1983 membro della Camera dei comuni. Alle elezioni dell’8 giugno 2017 il leader Labour che ha riportato il partito ai livelli del 2010 recuperando una trentina di seggi, ha invitato Theresa May, che ha perso voti e seggi, a dimettersi: “It is time for Theresa May to go”.

Figlio di un ingegnere e di una insegnante di matematica conosciutisi durante la Guerra civile spagnola, Jeremy cresce in un clima di attivismo politico destinato a segnarne tutte le scelte future. Dopo essere stato funzionario sindacale, diventa deputato nel collegio londinese di Islington a 34 anni.

Le sue cause spaziano dai diritti dei lavoratori alla pace in Irlanda del Nord e in Palestina. Per il leader sudafricano Nelson Mandela, allora in cella nelle galere del regime razzista sostenuto dai governi di Margaret Thatcher, si fa pure arrestare. Difensore del disarmo nucleare, contrario all'interventismo militare, é radicale anche nella vita privata.

Vegetariano, astemio e ambientalista, si è sposato 3 volte: la seconda moglie, Claudia Bracchitta, origini italiane, gli ha dato tre figli e ha divorziato nel 1999, pare per aver voluto iscrivere uno dei ragazzi alla scuola privata. L'attuale consorte è cilena e gli ha portato in dote il micio El Gato. La svolta nel suo destino arriva nel 2015, quando viene eletto a sorpresa leader dei laburisti, sull'onda del rifiuto dilagante nella base verso ex blairiani liberal.

Durante la campagna elettorale per le elezioni anticipate dell’8 giugno 2017 volute dalla premier May Corbyn, il leader molto amato dai giovani, riempie le piazze e conquista consensi. Il suo programma prevede investimenti pubblici, rilancio del welfare, aumento delle tasse sui ricchi e una soft brexit.

Ultimo aggiornamento 09 giugno 2017

Ultime notizie su Jeremy Corbyn
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    Una guerra civile tra Tory diverrebbe inevitabile e la strada verrebbe aperta a nuove elezioni, alla vittoria dei laburisti di Jeremy Corbyn che, va ricordato, sono di profonda ispirazione marxista. Probabilmente Corbyn ammorbidirebbe i toni verso la UE ma in sostanza rispetterebbe, come ha messo in chiaro, il verdetto del referendum.

    – Marco Niada

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    • News24

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    – di Nicol Degli Innocenti

    • Agora

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    – Marco Niada

    • Agora

    La crisi d'identità del capitalismo anglosassone

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    – Marco Niada

    • News24

    Estremismo e vecchi partiti, la Germania somatizza i mali dell'Europa

    Al contrario che in Olanda, Francia e ora in Germania però, in Gran Bretagna il grande partito di sinistra del Novecento improvvisamente resuscita, il suo leader Jeremy Corbyn si rafforza (anche se la vittoria figlia di una protesta cangiante ma ben presente in tutta Europa non permette ai laburisti di incidere sul cruciale percorso di addio all'Ue dei prossimi tre anni).

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    • News24

    Brexit non è più la stessa. Il discorso di May a Firenze in 5 punti

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    – di Angela Manganaro

    • News24

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    E come, sulla trincea avversa, i toni da battaglia del Labour di Jeremy Corbyn, affiancato in questa sfida da Libdem e indipendentisti scozzesi dell'Snp, non siano bastati per ora a "sfondare".

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    Barnier: «Preoccupati su Brexit, il tempo stringe»

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    • News24

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    – di Redazione Online

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