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Indro Montanelli

Indro Montanelli è stato un giornalista, da molti considerato il più grande giornalista italiano di sempre. Iniziò la sua carriera sotto il regime fascista, in principio aderendovi ma distanziandosene poco dopo. L'allontanamento dal partito fascista gli costò notevoli difficoltà, tra cui il dover lavorare per un certo periodo all'estero. Durante il regime e poi durante la guerra fu inviato in diversi paesi d'Europa, raccontando diversi fronti della guerra. Ebbe anche un'esperienza negli Stati Uniti che lo influenzò profondamente, portandolo ad adottare uno stile semplice che potesse essere compreso anche dal “lattaio dell'Ohio”. Sul finire della guerra Montanelli passò alla resistenza, fu imprigionato e condannato a morte ma si salvò grazie all'intercessione del cardinale di Milano.

Dopo la guerra inizialmente non poté lavorare al Corriere della Sera per i suoi trascorsi fascisti, ma poi iniziò una collaborazione che continuò fino al 1973. Proprio in quell'anno la proprietà aveva optato per una svolta politica del giornale, con cui Montanelli non era d'accordo e che lo portò a dimettersi. Fino al 1974 collaborò con la Stampa per poi fondare il Giornale. Pochi anni dopo nella compagine societaria del Giornale entròSilvioBerlusconi, consentendo con i propri capitali di proseguire l'attività. La coesistenza tra Berlusconi e Montanelli proseguì senza problemi fino al 1994, anno della discesa in politica di Berlusconi, che chiese al giornale di appoggiarlo. In disaccordo, Montanelli lasciò. Fondò quindi la Voce, in onore di Giuseppe Prezzolini, che però ebbe vita breve, e tornò, quindi, al Corriere della Sera dove lavorò fino alla sua morte. Fu sempre un personaggio integerrimo, tanto da rifiutare la nomina a senatore a vita, affermando che per un giornalista è necessario tenersi a distanza di sicurezza dal potere.

Ultimo aggiornamento 28 luglio 2016

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