Persone

Hans Jonas

Hans Jonas nasce da una famiglia ebraica di fabbricanti tessili nel 1903 a Mönchengladbach, in Germania, ed entra a far parte, molto giovane, di un gruppo sionista.

Nel 1921 il giovane Jonas si iscrive all'Università di Friburgo, dove studia filosofia con Martin Heidegger e Edmund Husserl.

Dopo Berlino, Hans Jonas sceglie di trasferirsi a Marburgo, ancora con un Heidegger ormai in cattedra e il teologo Rudolf Bultmann, che lo segue nella tesi su Il concetto di Gnosi (1928) e, con Karl Jaspers, nella stesura di Agostino e il problema paolino della libertà (1930).

Nel 1933 Hans Jonas è costretto a migrare (la madre morirà ad Auschwitz), va in Palestina da dove torna con la Brigata ebraica dell'esercito britannico. Combatte in Italia e Germania e taglia i rapporti con Heidegger. Jonas è in Palestina negli anni della fondazione dello Stato di Israele, dal quale prenderà le distanze viste le difficoltà di una convivenza pacifica.

Successivamente accetta quindi una cattedra a Montreal, poi a Ottawa e New York, dove ritrova l'amica Hanna Arendt; Hans Jonas muore a New York nel 1993.

Ultimo aggiornamento 28 luglio 2016

Ultime notizie su Hans Jonas
    • NovaCento

    #Ipercomplessità.Il "fattore" Educazione, la questione culturale e le illusioni della civiltà ipertecnologica

    #CitaregliAutori Come sempre, senza "tempi di lettura". Un testo che riprende e sviluppa "vecchi" percorsi personali di ricerca (fin dal 1995). Condivido la versione estesa e originale di un testo pubblicato tempo fa.  Al termine del contributo, è presente un epilogo che argomenta diversi punti di criticità, con la possibilità di approfondimenti ulteriori e riferimenti ad altri articoli e pubblicazioni. E, come sempre, una bibliografia per aprire altri "viaggi" #CitaregliAutori Alla fine, ...

    – Piero Dominici

    • NovaCento

    Il grande equivoco. Ripensare l'educazione (#digitale) per la Società Ipercomplessa

    "Non conosco altri modi in cui l'intelligenza o la mente potrebbero sorgere o essere sorte se non attraverso l'interiorizzazione da parte dell'individuo dei processi sociali dell'esperienza e del comportamento" G.H.Mead "La socialità non è un accidente né una contingenza; è la definizione stessa della condizione umana" T.Todorov "Il dominio della macchina ha cercato di negare l'esistenza di questa dimensione spirituale, mentre ciò che rende l'uomo veramente umano è la sua abilità a proiettare se...

    – Piero Dominici

    • NovaCento

    Decidere o discernere: questo è il problema

    Dipenda o no dalla nuova ricerca scientifica, la tecnologia è un ramo della filosofia morale, non della scienza (Paul Goodman, New Reformation. Notes on a Neolithic Conservative) L'uomo trasforma tutto ciò in cui si imbatte in uno strumento: così facendo diventa egli stesso uno strumento (Paul Tillich, teologo protestante) Se l'unico strumento che hai in mano è un martello, ogni cosa inizierà a sembrarti un chiodo (Abraham Maslow, psicologo) L'aumento della velocità e dell'impatto delle trasform...

    – Andrea Granelli

    • NovaCento

    Il digitale, la velocità e il problema della responsabilità: questioni di natura "non tecnica"

    ?come sempre, non sono previsti "tempi di lettura" Velocità vs. riflessione/ responsabilità La "nuova" velocità del digitale, nell'interazione complessa con il fattore umano e il sistema delle relazioni sociali, conserva l'ambivalenza originaria di qualsiasi "fattore" di mutamento e di qualsiasi processo sociale e culturale; un'ambivalenza che, oltre ad essere straordinaria opportunità, mette anche in evidenza i nostri limiti e le nostre inefficienze - a livello personale, organizzativo e s...

    – Piero Dominici

    • NovaCento

    Cultura digitale: oltre l'alfabetizzazione

    Siamo esseri analogici intrappolati in un mondo digitale (Donald Norman) Dietro tutte le domanda fatte nel precedente blog si aggira uno spettro: il digitale e il suo portato di innovazione, trasformazioni, fallimenti. Le tecnologie digitali non si limitano a complessificare l'ambiente in cui viviamo e a fornire con sempre maggiore frequenza strumenti nuovi e sempre più potenti (e, conseguentemente, anche pericolosi) ma ci modificano nel profondo. Tanto è vero che molti studiosi incominciano a ...

    – Andrea Granelli

    • NovaCento

    L'evoluzione complessa**: la civiltà tecnologica tra bisogno di sicurezza e solidarietà della paura**

    Con il pensiero sempre rivolto a chi soffre, a chi è in difficoltà o è discriminato... La globalizzazione ha determinato un progressivo ridimensionamento della sfera della politica, lasciando aperto un vuoto in cui si sono inseriti i poteri economici e tecnocratici ed in cui è progredito anche il potenziale autodistruttivo della civiltà tecnologica: una civiltà ipercomplessa che richiede urgentemente l'utopia di una società planetaria (azioni e politiche transnazionali) - le narrazioni e le rap...

    – Piero Dominici

    • News24

    Lettere

    La democrazia di massa ha bisogno di un'opinione pubblica consapevole Ho letto un articolo del teologo Vito Mancuso che trasudava pessimismo sulle sorti

1-10 di 21 risultati