Persone

Giuseppe Recchi

Giuseppe Recchi è un manager nato a Napoli nel 1964.
È stato presidente di Telecom Italia da aprile 2014 al 2 giugno 2017. Dopo aver passato le consegne al francese Arnaud de Puyfontaine, Recchi ha assunto il ruolo di vicepresidente.

È stato Presidente di 'Eni dal 2011 al 2014 e consigliere di UnipolSai Assicurazioni SpA. È inoltre componente del Consiglio Direttivo di Confindustria dove ha fondato il comitato per l'attrazione per gli investimenti esteri in Italia. Fa parte del Consiglio di Amministrazione dell'Istituto Italiano di Tecnologia, del Comitato per la Corporate Governance e del Consiglio Direttivo di Assonime.
È Chair della Task Force on Improving Transparency and Anti-Corruption del B20.
È stato fino al 1999 imprenditore con l'Impresa Recchi Costruzioni Generali, gruppo attivo in 25 Paesi nel settore delle costruzioni di grandi infrastrutture pubbliche, passando molta parte della sua vita professionale negli Stati Uniti.
Nel 1999 entra in General Electric (GE): nel corso degli anni, ricopre numerosi incarichi negli Stati Uniti e in Europa tra cui Direttore di GE Capital Structure Finance e responsabile dell'M&A in EMEA.
Fino a maggio 2011 è stato Presidente e Amministratore Delegato di GE South Europe.
È stato Consigliere di Exor SpA, membro dell'European Advisory Board di Blackstone, componente dell'Advisory Board di Invest Industrial (private equity) e del Massachusetts Institute of Technology E.I. Advisory Board. Professore a contratto di Corporate Finance presso l'Università di Torino negli anni 2004-2006, è laureato in ingegneria al Politecnico di Torino.

Ultimo aggiornamento 28 luglio 2016

Ultime notizie su Giuseppe Recchi
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    Telecom, in campo i fondi

    Dopo l'uscita dell'ex amministratore delegato Flavio Cattaneo, il presidente Arnaud de Puyfontaine ha assunto «temporaneamente» tutte le deleghe esecutive, tranne l'interim su sicurezza e Sparkle che è stato affidato al vice presidente Giuseppe Recchi.

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    Consob pressa Vivendi: «Dica se controlla Tim». Lunedì Bollorè deve rispondere

    Il ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, che ha «temporaneamente» assunto tutte le deleghe operative in Telecom (tranne sicurezza e Sparkle affidate ad interim al vice presidente Giuseppe Recchi) è dato in rotta per Capalbio, lido frequentato dai politici italiani, anche dal premier Paolo Gentiloni e dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

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    La vera novità è che lo schema di triumvirato ipotizzato - con il ceo di Vivendi come presidente esecutivo, l'attuale vice-presidente Giuseppe Recchi come ad e il chief convergence officer della media company transalpina, Amos Genish, come nuovo capo azienda - perde un tassello.

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    Ancora una chiusura decisamente positiva per i listini europei che hanno festeggiato il buon dato di luglio dell'indice tedesco Ifo e il primo ritorno della Grecia sul mercato del debito dal 2014. La prima emissione del Tesoro ellenico ha permesso di raccogliere 3 miliardi di euro a un tasso

    • News24

    Tim, addio a Cattaneo con il no di fondi e sindaci

    Lo schema è quello di un triumvirato con il ceo di Vivendi Arnaud de Puyfontaine che resta presidente esecutivo, il vice-presidente Giuseppe Recchi che diventerà ad (di certo con le deleghe su Sparkle e la sicurezza, e probabilmente anche sul Brasile) e il chief convergence officer della media company transalpina, Amos Genish, direttore generale, che per il patto di non concorrenza che ancora lo vincola sul Brasile, non potrà toccare palla nel Paese Sudamericano fino a tutto il 2018.

    – di Antonella Olivieri

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    Per il patto di non concorrenza con Telefonica che lo vincola ancora, fino a tutto il 2018, in Brasile (dove Telecom è presente con Tim Brasil), Genish non potrà per ora entrare in cda e le deleghe sull'attività nel Paese sudamericano dovrebbero quindi essere attribuite al vice-presidente Giuseppe Recchi, insieme alle deleghe su Sparkle (la rete di cavi internazionali) e sulla sicurezza, che non possono essere assegnate a uno straniero.

    – Antonella Olivieri

    • News24

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    Proprio per il patto di non concorrenza con Telefonica che lo vincola ancora, fino a tutto l'anno prossimo, in Brasile (dove Telecom è presente con l'operatore mobile Tim Brasil), Genish non potrà per ora entrare in consiglio e le deleghe sull'attività nel Paese sudamericano dovrebbero essere quindi attribuite al vice-presidente Giuseppe Recchi, insieme con quelle su Sparkle (la rete di cavi internazionali) e sulla sicurezza che non possono essere assegnate a uno straniero.

    – di Antonella Olivieri

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