Persone

Giovanni Falcone

Giovanni Falcone era nato il 18 maggio del 1939 a Palermo ed è deceduto a Capaci (PA), il 23 maggio del 1992, è stato un magistrato italiano vittima, insieme alla moglie Francesca Morvillo (magistrato) ed ai suoi agenti di scorta, della strage di Capaci.

E' considerato insieme a Paolo Borsellino, suo collega ed amico, un eroe italiano della lotta contro la mafia.
Allievo del Liceo classico di Palermo, negli anni '50 Giovanni Falcone ha compiuto una breve esperienza all'Accademia navale di Livorno.

Nel 1961 si è laureato con lode in giurisprudenza, presso l'Università degli Studi di Palermo.

Superato il concorso in magistratura, nel 1964 è diventato Pretore a Lentini per trasferirsi come Sostituto Procuratore a Trapani, dove è rimasto per 12 anni.

Nel 1979 Falcone è entrato sotto la guida del giodice Rocco Chinnici nell'Ufficio istruzione della sezione penale dei Tribunale di Palermo, dove ebbe occasione di lavorare insieme al giudice Paolo Borsellino.

Il processo a carico di Rosario Spatola, cosenti a Falcone di scoprire l'intreccio internazionale della crininalità organizzata, portandolo a seguire filoni d'indagine nello spaccio degli stupefacenti, che lo portarono fin negli Stati Uniti.

Le indagini del pool antimafia, alle quali ha partecipato anche Borsellino, nel 1984 hanno fatto emergere l’organizzazione di Cosa Nostra e nel 1986 hanno portato al Maxiprocesso di Palermo.

Grazie alle preziose confessioni di i Tommaso Buscetta, che catturato si pentì e cominciò a collaborare con la giustizia a partire dal luglio del 1984, Giovanni Falcone potè conoscere la struttura dell'organizzione mafiosa. In particolare Falcone intuì la struttura verticistica dell'organizzazione mafiosa, strutturata a partire da alcune famiglie in posizione di comando e caratterizzata spesso da un rapportò di contiguità con apparati dello Stato.

Nel dicembre del '86 Giovanni Falcone è stato nominato Procuratore della Repubblica di Marsala.

Dopo il fallito attentato dell'Addaura, in cui ha rischiato la vita, il Consiglio superiore della Magistratura lo ha nominato Procuratore aggiunto presso la Procura della Repubblica di Palermo.

Candidatosi alle elezioni per i membri togati del Consiglio superiore della magistratura del 1990, Falcone non venne eletto ed accettò, su proposta dell'on. Claudio Martelli, allora vicepresidente del Consiglio e ministro di Grazia e Giustizia ad interim, di dirigere la sezione Affari Penali del ministero.

Il 23 maggio del 1992, ritornato come ogni venerdì a Palermo per il fine settimana insieme alla moglie Francesca Morvillo anche lei magistrato (impegnata in quei giorni a Roma in qualità di commissario negli esami per l'accesso alla carriera di magistrato) viene ucciso nella strage di Capaci.

Uscito dal jet che lo aveva portato da Roma a Punta Raisi, Giovanni Falcone prese posto insieme alla moglie in una Fiat Croma che, preceduta e seguita dalle auto di scorta, avrebbe dovuto portarlo a Palermo ma giunto all'altezza di Capaci, viene travolto dall'esplosione di una carica di 1000 kg di tritolo, sistemati all'interno di un cunicolo di drenaggio sotto l'autostrada.

Falcone e la moglie, gravemente feriti, vennero ricoverati in codizione disperate presso i centri di neurochirurgia più specilizzati di Palermo ma morirono dopo alcune ore, con loro morirono anche tre agenti della scorta,

L'eroismo di Giovanni Falcone è stato tributato con l'attribuzione di una Medaglia d'oro al valor civile (Roma, 5 agosto 1992) e di moltissimi altri riconoscimenti.

Ultimo aggiornamento 28 luglio 2016

Ultime notizie su Giovanni Falcone
    • Agora

    Lotta alle mafie/1 Manco lo Stato ci crede: la formazione interna è svolta appena dal 7,1% delle Istituzioni, che deve pure incentivare i corsisti!

    Come sa chi segue questo umile e umido blog da oltre 10 anni, ritengo desolatamente che la lotta alle mafie e ai sistemi criminali integrati (molto più pericolosi delle mafie) sia soltanto chiacchiere e distintivo. Le poche eccezioni che ci sono non fanno che aggravare lo stato di angoscia generale e generalizzato. Ne ho avuto riprova dai lavori conclusivi degli Stati generali delle lotte alle mafie che ho seguito per il sito e per il quotidiano (chi non ha avuto modo di leggermi può rimediare ...

    – Roberto Galullo

    • News24

    Messina Denaro ma non solo. Chi sarà il nuovo capo di Cosa Nostra?

    Dopo Totò Riina chi? La domanda sulla successione di Cosa nostra è legittima visto che era ancora l'87enne corleonese l'ultimo capo riconosciuto. Né la Commissione provinciale né quella regionale, infatti, dopo il suo arresto il 15 gennaio 1993 e 24 anni di latitanza, sono mai più tornate a

    – di Roberto Galullo

    • News24

    La stagione delle stragi

    Condannato in contumacia all'ergastolo durante il "maxiprocesso", viene inchiodato dalle rivelazioni del primo pentito di rango, Tommaso Buscetta. Totò "u curto" si vendica facendogli uccidere undici parenti. Quando cominciano a fioccare gli ergastoli per gli "uomini d'onore", il padrino dichiara

    • News24

    Bbc: «Totò Riina, il temuto capo della mafia, muore a 87 anni»

    La Bbc riserva alla morte del boss mafioso una delle aperture del suo sito, spiegando che Riina «era condannato a 26 ergastoli e ritenuto colpevole di oltre 150 omicidi». L'emittente britannico ha ricostruito la carriera criminosa di Riina, soffermandosi sulla sua brutalità («Era soprannominato la

    • News24

    Morto il boss Totò Riina, l'ultimo capo di Cosa nostra

    E' morto Totò Riina, il capo di Cosa nostra. L'ultimo riconosciuto. Né la Commissione provinciale né quella regionale, infatti, dopo il suo arresto il 15 gennaio 1993 e 24 anni di latitanza, sono mai più tornate a riunirsi.La vita di Riina, 87 anni, che ha accumulato 26 condanne all'ergastolo per

    – di Roberto Galullo

    • News24

    Albamonte (Anm): domanda di giustizia ingovernabile, urge depenalizzazione

    Per velocizzare i processi, davanti a una domanda di giustizia «ingovernabile» e che grava solo sui tribunali, «un ridimensionamento del penalmente rilevante attraverso una seria depenalizzazione è inevitabile», trasferendo la tutela «sul piano delle sanzioni amministrative». La prospettiva di un

    – di Vittorio Nuti

    • Agora

    Strage di Via d'Amelio/3 La procura «para massonica», le «balle di Cancemi» e le sole firme di due giovani pm: Di Matteo e Tescaroli

    Cari amici di questo umile e umido blog tre settimane fa (rimando al link a fondo pagina) ho cominciato ad analizzare l'audizione del sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo il 13 settembre davanti alla Commissione bicamerale presieduta da Rosy Bindi. Questa settimana ho proseguito cominciando a descrivere gli spunti investigativi finora trascurati che il pm antimafia ha spiattellato alla Commissione presieduta da Bindi. Nel servizio di due giorni fa ho descritto la drammatica ...

    – Roberto Galullo

    • Agora

    Strage Via D'Amelio/1 Il pentito Santino Di Matteo e quella drammatica telefonata con la moglie sugli «infiltrati della Polizia»

    Cari amici di questo umile e umido blog tre settimane fa (rimando al link a fondo pagina) ho cominciato ad analizzare l'audizione del sostituto procuratore nazionale antimafia Nino Di Matteo il 13 settembre davanti alla Commissione bicamerale presieduta da Rosy Bindi. Nel frattempo è accaduto che la famiglia Borsellino si è rivolta al Consiglio superiore della magistratura (che ha aperto un fascicolo) per sapere se ci sono state negligenze di sorta sulla strage di via D'Amelio all'epoca delle p...

    – Roberto Galullo

    • News24

    Mattarella: «Sulle politiche della scuola serve confronto sereno»

    «Si deve tener conto che i temi della scuola, per la loro delicatezza e importanza, stanno molto a cuore a tante persone, a tutti, in realtà. E' comprensibile, quindi, che vi siano diverse opinioni. Proprio per questo vi è bisogno di confronto, sereno e obiettivo, sulle politiche scolastiche,

1-10 di 455 risultati