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  • 18 gennaio 2025

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    Il capitale sociale bilanci l’impatto dei flussi tecnologici

    Quest’anno Ravello Lab e Federculture con istituzioni e imprese hanno discusso delle frontiere mobili tra cultura e flusso dell’Intelligenza Artificiale. Punta dell’iceberg di grandi questioni che interrogano una moltitudine calcolata in Italia con più di 800mila addetti, che deborda se guardiamo

  • 10 gennaio 2025

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    Gli interessi cinesi in Groenlandia e Panama

    Cecilia Sala è stata liberata ed è rientrata in Italia dopo 21 giorni di detenzione in Iran. Ma chi sono i prigionieri stranieri che il regime degli Ayatollah detengono nelle loro prigioni in condizioni disumane? Ne parliamo Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia e Alessia Piperno, scrittrice e travel-blogger arrestata in Iran nel 2022 e rilasciata dopo 45 giorni passati nel carcere di Evin, lo stesso in cui è stata rinchiusa la giornalista Cecilia Sala. A seguire, insieme alla sinologa Giada Messetti, cerchiamo di capire quali sono gli interessi cinesi in Groenlandia e a Panama, due territori sul quale il prossimo presidente americano Donald Trump vorrebbe piantare la bandiera statunitense. In conclusione, un focus sui lavoratori dell’arte e della cultura che denunciano di essere sottopagati anche quando prestano servizio nei teatri e musei più rinomati.

  • 30 novembre 2024
    La cultura è di tutti

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    La cultura è di tutti

    L'Italia è il paese con più siti Unesco al mondo, definiti come patrimonio dell’umanità. Sono 60. Abbiamo un immenso patrimonio culturale, oltre che turistico e paesaggistico, eppure siamo ben lontani dall’investire e dal valorizzarlo al meglio. Secondo l’ultimo rapporto di Federculture, l’Italia è agli ultimi posti nella classifica europea per spesa complessiva nella cultura in rapporto al Pil: siamo allo 0,5%. Peggio di noi fa solo la Grecia con lo 0,3%, e siamo alla pari con Cipro, contro lo 0,9% della media europea, lo 0,8% della Germania, l’1,2% della Francia, l’1% della Spagna. Eppure si tratta di un settore che conta 825mila occupati. L'intera filiera del sistema produttivo culturale e creativo vale in Italia 104,3 miliardi di euro di valore aggiunto. Ne discutiamo grazie a un libro pubblicato da Egea dal titolo “La cultura è di tutti”, scritto da Paola Dubini, nostra ospite e docente di Management all’Università Bocconi di Milano, insieme a Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino. 

  • 11 novembre 2024
    Gli Osservatori della Cultura, un progetto mai compiuto

    Arteconomy

    Gli Osservatori della Cultura, un progetto mai compiuto

    Nelle scorse settimane è stata presentata la nuova edizione de “La cultura in Piemonte. Relazione Annuale 2023-2023”, un’analisi dettagliata sul sistema culturale regionale. Realizzata dall’Osservatorio Culturale del Piemonte (OCP), questo rapporto annuale offre di fatto un servizio di business

  • 15 agosto 2024
    Cinema, dopo il Covid il lento ritorno in sala è spinto dagli under 35

    Italia

    Cinema, dopo il Covid il lento ritorno in sala è spinto dagli under 35

    Si riprendono i settori culturali dopo la pandemia. Tutti tranne il cinema, che non riesce a raggiungere i livelli di fruizione pre-Covid e segna anzi sul 2019 un -15% nell’ultimo rapporto annuale di Federculture. Colpa delle piattaforme gradite al pubblico più giovane e destinate a soppiantare la

  • 05 agosto 2024
    Musei 4.0, dal Pnrr 500 milioni ma manca una strategia

    Italia

    Musei 4.0, dal Pnrr 500 milioni ma manca una strategia

    Due terzi dei musei italiani non hanno un piano specifico a medio-lungo termine per la digitalizzazione. Un dato da non sottovalutare, se si pensa che le risorse stanziate dal Pnrr per la strategia digitale e le piattaforme per il patrimonio culturale ammontano a 500 milioni di euro.

  • 17 luglio 2024
    Le coop e il terzo settore chiedono un confronto al MiC sulle ICC

    Arteconomy

    Le coop e il terzo settore chiedono un confronto al MiC sulle ICC

    I rappresentanti del sistema cooperativo e delle organizzazioni del Terzo Settore, in una missiva inviata il 16 luglio al Sottosegretario alla cultura Lucia Borgonzoni, hanno chiesto di essere maggiormente coinvolti nella stesura definitiva dei decreti attuativi riguardanti le imprese Culturali e

  • 14 luglio 2024
    La cultura è fuori dalla crisi

    Arteconomy

    La cultura è fuori dalla crisi

    Lo scorso giovedì 11 luglio, nella cornice dell’Acquario Romano, è stato presentato il 20° Rapporto Annuale Federculture 2024. Dai dati presentati, il settore culturale sembra ormai essersi lasciato gli anni più bui alle spalle, con gli indicatori relativi ai consumi e alla partecipazione

  • 11 luglio 2024
    La cultura si lascia alle spalle la crisi Covid: raddoppia la partecipazione ai concerti, è record Art bonus

    Italia

    La cultura si lascia alle spalle la crisi Covid: raddoppia la partecipazione ai concerti, è record Art bonus

    La notizia è di quelle che fanno ben sperare: la cultura ha ingranato la marcia della ripresa. Dopo gli anni bui della crisi connessa al Covid (e al dopo pandemia), oggi il settore vede crescere pubblico, fruizione culturale, consumi, occupazione. Il recupero in tutti gli ambiti, già registrato nel

    Federmeccanica: "L'automotive verso la sostenibilità ambientale". Per ora a vantaggio della Cina

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    Federmeccanica: "L'automotive verso la sostenibilità ambientale". Per ora a vantaggio della Cina

    Oggi al Cuoa Business School di Altavilla Vicentina (Vicenza) si è tenuto il convegno dal titolo "La filiera italiana dell'Automotive tra transizione e competitività", organizzato da Anfia e Federmeccanica con il patrocinio di Confindustria Veneto ed il sostegno della Fondazione Cuoa. Durante l'evento sono stati presentati due studi che hanno inquadrato rischi e opportunità del futuro del settore automotive in Italia in correlazione a quanto sta accadendo in particolare tra Europa e Cina, con il Green Deal e l'introduzione dei dazi aggiuntivi all'importazione delle auto elettriche dal Paese asiatico. Il primo, "Piano per la competitività del settore automotive italiano" è stato curato da Anfia e AlixPartners mentre il secondo, "L'automotive verso la sostenibilità ambientale", è stato presentato da Corrado La Forgia, vicepresidente Federmeccanica e il professor Luca Beltrametti, dell'Università di Genova. In quest'ultimo studio viene sottolineata la crescita del mercato orientale. "Questo è avvenuto - hanno precisato La Forgia e Beltrametti - anche grazie alle intelligenti politiche di sostegno alla domanda di auto elettriche fatte dal governo cinese che hanno favorito una continua innovazione tecnologica innalzando il livello di performance dei veicoli e riducendone al contempo i costi di produzione. Ciò, associato alla disponibilità di materie prime, di enormi economie di scala e di competenze professionali, ha permesso un 'sorpasso' rispetto ai leader tradizionali occidentali".Durante l'evento è intervenuto anche Federico Visentin, presidente Federmeccanica che ha avvertito: "Abbiamo bisogno di politiche industriali che puntino soprattutto sull'offerta e sull'innovazione di prodotto più che sugli incentivi sulla domanda che devono rimanere soluzioni marginali". Intanto preoccupano gli ultimi dati del settore: La produzione italiana di autoveicoli diminuisce del -27,8% a maggio rispetto all'anno precedente, secondo i dati Istat corretti per il calendario. Anche nell'insieme dei primi cinque mesi dell'anno è in contrazione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente del 16%. Nel complesso, il settore della fabbricazione di mezzi di trasporto è quello con la flessione tendenziale più ampia a maggio (-11,1% su anno). Dall'inizio dell'anno la produzione si è ridotta del 6,7% rispetto ai primi cinque mesi del 2023. Per trovare un calo maggiore di quello registrato a maggio 2024 dalla produzione di autoveicoli bisogna tornare indietro nel tempo fino a ottobre 2021 quando la flessione fu del 33,4%. Dall'Istat spiegano che il dato relativo agli autoveicoli si riferisce alla sintesi di sei macroprodotti: autovetture, autobus, autocarri derivanti da vetture, camper, motori per autoveicoli (compresi i trattori) e autogru.Ne parliamo con Corrado La Forgia, Vicepresidente Federmeccanica - General Manager VHIT-WEIFU.Fiat compie 125 anni, ma Stellantis produce sempre meno in ItaliaA Palazzo Bricherasio, Torino, l 11 luglio 1899. È questo il luogo e la data dove 125 anni nasceva la Fiat, fondata all epoca come Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili Torino . Il primo presidente fu Ludovico Scarfiotti ma i creatori del progetto furono il Conte Emanuele Cacherano di Bricherasio e l avvocato Cesare Goria Gatti, entrambi fondatori dell ACI Automobile Club d Italia. Davanti al Cav. Dott. Ernesto Torretta, Notaio Patrimoniale della Real Casa, i soci versarono un capitale di 800.000 lire. Chi erano i fondatori della Fiat? Emanuele Cacherano di Bricherasio, Alfonso Ferrero de Gubernatis Ventimiglia, Carlo Biscaretti di Ruffia, Lodovico Scarfiotto, Cesare Goria-Gatti e Giovanni Agnelli. Quest ultimo, diventato come noto il proprietario dell azienda torinese e capostipite di una dinastia che ancora oggi sie, si aggiunge in un secondo momento al progetto di creazione del primo marchio automobilistico a livello industriale. Il primo modello costruito dalla neonata società fu la 3 Hp, prodotta in 8 esemplari nel corso del 1899 e derivata dalla Welleneys Per vedere la nascita del Lingotto bisogna attendere il 1916, con la fine dei lavori nel 1923. Il presente dell'azienda simbolo del capitalismo italiano, però, non è così roseo. Secondo i dati della Fim-Cisl presentati lunedì 8 luglio a Torino, gli stabilimenti della holding hanno prodotto 303.510 veicoli, pari a un meno 25,2% dall anno precedente. Solo Pomigliano e Atessa mantengono il segno più con un incremento del 2%. Flessione generale: Dopo tre anni di crescita, dal 2021 al 2023, arriva una frenata che per il sindacato significa poco più di 500mila veicoli prodotti a fine anno, a fronte dei 751mila del 2023. Ma soprattutto la metà rispetto all obiettivo di un milione di auto, soglia condivisa con il ministero delle Imprese e del Made in Italy. E Torino? I primi sei mesi della fabbrica di Mirafiori vedono un -63,4% rispetto allo stesso periodo dell anno scorso. La flessione più consistente dopo il plant Maserati di Modena (-73%). Gli esemplari prodotti sono 19.510, ovvero poco più di un terzo in relazione al 2023. I dipendenti nell assemblaggio sono 2.861, 360 in meno dall ultimo monitoraggio di dicembre. Gran parte di quest ultimi, comunque, ricollocati nel Battery Technology Center e nel Circular Economy Hub inaugurati tra settembre e ottobre dell anno scorso. A Mirafiori, dove hanno pesato 45 giorni di stop produttivo (26 nel secondo trimestre), il 90% dei volumi prodotti nel primo semestre sono 500 elettriche. Solo 1.850 Maserati prodotte, una riduzione del 70% dall anno precedente e cifra lontana dalle 10.000 unità del 2017.Ne parliamo con Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim Cisl.Taglio del nastro per l'aeroporto di Salerno, 20 le destinazioniUn'offerta inziale che prevede 20 destinazioni sparse nel mondo. Oltre a nuovi scenari nell'ottica di un sistema aeroportuale in Campania che per la prima volta va oltre Napoli. E' il nuovo aeroporto Salerno-Costa d'Amalfi che ha visto oggi il taglio del nastro mettendo d'accordo il governatore campano De Luca, che parla di "giornata storica", e il ministro dei Trasporti Salvini che sottolinea invece i benefici in termini di "posti di lavoro e ricchezza" che deriveranno dalla nuova struttura inaugurata oggi dopo tanti rinvii. L'inizio dei primi voli segna inoltre la nascita del sistema aeroportuale campano imperniato sui due scali di Napoli e Salerno e gestito da un unico soggetto, Gesac, in una logica di sistema integrato e complementare. Venti le mete coperte di cui 6 di nazionali (Catania, Cagliari, Milano Bergamo, Milano Malpensa, Torino e Verona), 7 internazionali (Basilea, Berlino, Ginevra, Malta, Nantes, Londra Gatwick e Londra Stansted) e 7 sul segmento charter (Corfù, Djerba, Monastir, Podgorica, Rodi, Sharm el-Sheikh e Zante). Il piano di sviluppo consiste in un complesso gruppo di investimenti articolati in diverse fasi tra loro correlate per un importo complessivo, fino al 2043, di circa 254 milioni di euro di cui 134 milioni finanziati con fondi pubblici. La prima fase si è principalmente concentrata sulla realizzazione delle nuove infrastrutture di volo e sulla ristrutturazione degli esistenti edifici ed aree destinate ai passeggeri, necessarie alla messa in esercizio dello scalo. In particolare il prolungamento della pista di volo e l'estensione dei piazzali di sosta aeromobili, la segnaletica di volo, la riattivazione dell'aerostazione passeggeri e parcheggi. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, intervenendo all'inaugurazione dell'aeroporto Salerno-Costa d'Amalfi ha dichiarato: "Questa è una grande opera di sistema non solo perché collega il territorio con Berlino, con Londra, con Milano, con Catania. Non c'è ancora il nome dell'aeroporto salernitano, lo deciderete nelle prossime settimane. Su Malpensa una decisione l'abbiamo già presa. L'importante che partano i voli. Questo è l'inizio di un percorso. C'è il collegamento con la metropolitana, ovviamente sono altri 300 milioni di euro che stiamo mettendo come sistema di infrastrutture e trasporti con il contratto di programma Rfi in fase di progettazione quindi visto che siamo ambiziosi e visto che a me piace dare alla mia squadra dei termini temporali, conto che entro l'inizio del 2027 ci sia anche la fermata della metropolitana per un collegamento rapido con la città". "Oggi parte anche il collegamento di Bus Italia - ha aggiunto il vicepremier - con Ferrovie dello Stato tra l'aeroporto e la città, quindi è un sistema. L'uscita dell'autostrada A2 non è lontana. Sempre Rfi e Ferrovie dello Stato hanno in corso di progettazione l'intera tratta dell'alta velocità Salerno-Reggio Calabria per arrivare fino alle pendici dello Stretto". Ne parliamo con Carlo Borgomeo, Presidente Assaeroporti.

  • 01 maggio 2024
    Imprese culturali e creative, decreti ancora sul tavolo

    24Plus

    24+ Imprese culturali e creative, decreti ancora sul tavolo

    La data di uscita era fissata all’11 aprile, ma dei decreti attuativi delle Imprese culturali e creative (Icc) non c’è ancora nessuna traccia. E non solo in Gazzetta: le bozze non sono arrivate neanche agli operatori del settore – con cui il ministero della Cultura aveva già da tempo avviato un

  • 12 aprile 2024
    Lodi, restyling dell’ex Linificio: mancano all’appello 5 milioni

    Lodi, restyling dell’ex Linificio: mancano all’appello 5 milioni

    L’intervento di ristrutturazione per realizzare l’Opificio della cultura è finanziato con 18,5 milioni di fondi Pnrr e 2,5 del Comune ma non sono sufficienti. Il sindaco Furegato: occasione unica per il territorio

  • 09 aprile 2024
    In arrivo i decreti attuativi per le imprese culturali e creative, nessuna bozza in vista

    Arteconomy

    In arrivo i decreti attuativi per le imprese culturali e creative, nessuna bozza in vista

    Saranno adottati entro l’11 aprile, ma dal MiC non è ancora stato inviato alcun documento ai rappresentanti di settore, nonostante la promessa del ministro di un percorso partecipativo

  • 07 febbraio 2024
    Il Ministero della Cultura incontra le imprese culturali e creative

    Arteconomy

    Il Ministero della Cultura incontra le imprese culturali e creative

    Per scrivere i decreti attuativi della legge per il Made in Italy confronto tra i MiC e gli altri ministeri e i rappresentanti delle imprese culturali e creative. Tante le proposte: estensione dell’Art Bonus, Iva al 5,5% per l’acquisto di opere d’arte, supporto alla produzione musicale e audiovisiva indipendente