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  • 03 aprile 2025

    CONTAINER

    Sono arrivati i dazi, le reazioni delle aziende italiane

    Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato l'imposizione di dazi tra il 10 e il 49% su tutte le importazioni negli Stati Uniti . Ai partner che secondo Trump hanno trattato gli Usa in modo ingiusto, dal 9 aprile saranno applicati dazi "reciproci" che ammontano a "circa la metà" di quanto questi starebbero facendo pagare agli Stati Uniti. Una tabella esibita da Trump mostra che all'Unione europea saranno imposte tariffe del 20%, alla Cina del 34% (in aggiunta al 20% già presente), al Vietnam del 46%, a Taiwan del 32%, al Giappone del 24%, all'India del 26% e al Regno Unito del 10%. Trump ha anche detto che da mezzanotte sono in vigore dazi del 25% su tutte le automobili prodotte all'estero. Affrontiamo il tema con i rappresentanti delle maggiori categorie direttamente coinvolte: Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti SpA e presidente di Centromarca, Micaela Pallini, Presidente Federvini,  Antonio Baravalle, amministratore delegato di Lavazza e Pietro Almici, presidente di Anima Confindustria. Mentre commentiamo le reazioni dei mercati all'annuncio dei dazi statunitensi con: Filippo Diodovich, market Strategist di IG Italia.

  • 02 aprile 2025
    Trump scatena duri dazi contro tutti: alla Ue il 20%, alla Cina il 34%, il 25% sulle auto

    Mondo

    Trump scatena duri dazi contro tutti: alla Ue il 20%, alla Cina il 34%, il 25% sulle auto

    «È il giorno della liberazione»: Donald Trump ha esordito senza mezzi termini, mantenendo la minacciosa promessa di sollevare il sipario su aggressivi dazi verso tutti i partner degli Stati Uniti, rivali e alleati. La formula, più drastica di quanto atteso da molti operatori, prescrive il 10%

    Borse, Wall Street a Tesla in calo nell’after market. Europa col fiato sospeso, Milano in rosso

    Finanza

    Borse, Wall Street a Tesla in calo nell’after market. Europa col fiato sospeso, Milano in rosso

    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dopo aver chiuso positiva, Wall Street mostra indici in forte calo a seguito dell’annuncio dei dazi da parte di Trump in quello che dovrebbe essere il “Liberation Day”. La vigilia dell’annuncio aveva diffuso incertezza sui mercati azionari anche a causa del moltiplicarsi

  • 01 aprile 2025
    Torna la calma sulle Borse Ue in attesa del D-Day, Milano chiude a +1,3%. Oro sempre al top

    Finanza

    Torna la calma sulle Borse Ue in attesa del D-Day, Milano chiude a +1,3%. Oro sempre al top

    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee rialzano la testa, dopo la pioggia di vendite della vigilia, e chiudono tutte con rialzi superiori al punto percentuale alla vigilia del D-Day, il giorno in cui scatteranno i dazi Usa promessi nelle scorse settimane da Donald Trump. In ogni caso, a

  • 24 marzo 2025
    Seduta debole per l’Europa, a Piazza Affari (-0,16%) su le banche. Dazi soft rilanciano Wall Street:+ 1,4%

    Finanza

    Seduta debole per l’Europa, a Piazza Affari (-0,16%) su le banche. Dazi soft rilanciano Wall Street:+ 1,4%

    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le ipotesi di ‘dazi light’ e lo sprint di Wall Street non bastano per rinvigorire le Borse europee , che chiudono fiacche la prima seduta della settimana. I mercati sulle due sponde dell’Atlantico reagiscono così in maniera opposta alle indiscrezioni che riducono la

  • 20 marzo 2025
    Borse, l'Europa prende fiato. Milano (-1,3%) giù con St e A2A dopo i conti. WS in leggero calo

    Finanza

    Borse, l'Europa prende fiato. Milano (-1,3%) giù con St e A2A dopo i conti. WS in leggero calo

    (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Prendono fiato le Borse europee, reduci da un rally che alla vigilia ha portato il Ftse Mib ai massimi da novembre 2007, e chiudono in rosso la seduta, all’indomani della riunione della Fed, che, come da attese, ha lasciato i tassi d’interesse invariati e confermato

    Fed: meno crescita, più inflazione. Bce: con dazi 25%, -0,3% sul Pil dell Eurozona

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    Fed: meno crescita, più inflazione. Bce: con dazi 25%, -0,3% sul Pil dell Eurozona

    Tassi fermi anche per meglio affrontare le nuove incertezze generate dall Amministrazione Trump. Per la seconda volta consecutiva, la Federal Reserve ha lasciato il Fed Funds target al 4,25%-4,50%. Immutata la diagnosi dell economia, ma - nota il comunicato iniziale - «è aumentata l incertezza sulle prospettive». Le proiezioni economiche, e in particolare il sommario delle previsioni dei governatori sull andamento futuro dei tassi, continuano a indicare in mediana, per fine anno, un costo del credito ufficiale al 3,75-4%, corrispondente ad altre due tagli entro la fine dell anno. Immutato anche il sentiero per i prossimi anni: 3,25-3,75% a fine 2026, 3-3,25% a fine 2027 e tre per cento nel medio periodo. Rallenta, rispetto alle indicazioni di dicembre, la crescita economica prevista: passa all 1,7%, dal 2,1% per il 2025, all 1,8% per il 2026 (2%) e per il 2027 (1,9%), e aumenta l ampiezza del range delle previsioni, segno di una maggiore incertezza. «Guardando al futuro - ha spiegato in conferenza stampa il presidente Jerome Powell - la nuova amministrazione è in procinto di attuare importanti cambiamenti politici in quattro ambiti distinti: commercio, immigrazione, politica fiscale e regolamentazione. Sarà l effetto netto di questi cambiamenti a contare per l economia e per l orientamento della politica monetaria». Risale intanto l inflazione prevista: 2,7% quest anno (dal 2,5%), 2,2% l anno prossimo (2,1%) e due per cento a fine 2027 (invariato). Quanto pesino i dazi non è facile capirlo. Ne parliamo con Franco Bruni, presidente dell'Ispi e professore emerito del dipartimento di Economia dell'Università Bocconi.I dazi Usa terrorizzano l'export italiano. Una Germania che inizia a far debito può compensare?Oggi è stato presentato dall'Istat alla Camera di Commercio di Genova il rapporto sulla competitività dei settori produttivi, dal quale emerge che più di 23mila aziende italiane sono 'vulnerabili' all'export. Un'impresa è vulnerabile alla domanda estera (all'export) se le sue esportazioni sono concentrate geograficamente (in pochi mercati di sbocco), merceologicamente (in pochi prodotti) e spiegano una quota rilevante del suo fatturato. Nel 2022 le aziende italiane vulnerabili all'export erano lo 0,5% del totale, ma impiegavano oltre 415 mila di addetti (il 2,3%) e generavano il 3,5% del valore aggiunto e il 16,5% dell'export totali. Erano vulnerabili soprattutto alla domanda statunitense (quasi 3.300 unità) e tedesca (oltre 2.800). Le imprese vulnerabili verso gli Stati Uniti esportavano in tale mercato prevalentemente prodotti farmaceutici, prodotti meccanici (turboreattori e turbopropulsori), gioielleria, generi alimentari (vini e oli) e mobili. Quelle alla domanda tedesca parti di autoveicoli, beni energetici (gas), materiale elettrico (fili e cavi), prodotti in metallo (quali viti e bulloni) e lavori in alluminio (barre e profilati). Commentiamo il tutto con Fabrizio Pagani, Partner Vitale&Co e docente a SciencesPo di Parigi. Destro: «I valichi alpini sono fondamentali, serve una politica Ue»«I valichi alpini hanno un ruolo fondamentale e una priorità strategica in un quadro non solo nazionale ma europeo. Occorre una politica Ue: non si tratta solo di una questione tra paesi confinanti, ma di tutta l Unione». È questo il messaggio forte che ha lanciato Leopoldo Destro, delegato del presidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Turismo, durante un convegno organizzato dall associazione degli industriali italiani a Bruxelles, in collaborazione con il Medef (Confindustria francese), dal titolo "Bridging the Alps: overcoming barriers and advancing sustainable connettivity in Europe" , in una sala del Parlamento europeo. Un modo anche fisico per sensibilizzare le istituzioni Ue sulle istanze del mondo delle imprese. Ne parliamo proprio con Leopoldo Destro, Delegato del Presidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l Industria del Turismo.