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Cristina Battocletti

    • News24

    A Cannes trionfa la satira sociale (e Netflix è sconfitto)

    Alla fine ha avuto ragione il presidente della giuria Pedro Almodovar: i film di Netflix, "Okja" (favolone senza grandi originalità) di Bong Joon-ho e "The Meyerovitz stories" (graffiante commedia) di Noah Baumbach, non hanno avuto menzione nel Palmares, che è stato sorprendente, almeno per la

    – di Cristina Battocletti

    • Agora

    Cannes '70 trionfa la satira sociale. Niente Netflix nel palmares come voleva Almodovar

    Alla fine ha avuto ragione il presidente della giuria Pedro Almodovar, i film di Netflix, "Okja" (favolone senza grandi originalità) di Bong Joon-ho e "The Meyerovitz stories" (graffiante commedia) di Noah Baumbach, non hanno avuto menzione nel Palmares, che è stato sorprendente, almeno per la Palma d'oro. Ha vinto "The square" di Ruben Östlund che ha dileggiato il mondo dell'arte contemporanea e la benestante e senescente società occidentale. Östlund, che aveva già (e meglio) indagato la v...

    – Cristina Battocletti

    • News24

    Cannes racconta i «Cuori puri» di periferia e gli anni di piombo

    Due film italiani oggi in rassegna a Cannes, "Cuori puri" di Roberto De Paolis alla Quinzaine des réalizateurs e "Dopo la guerra" di Annarita Zambrano nella sezione Un certain regard. Le tematiche e lo stile della prima pellicola si riagganciano ad altre due selezionate dalla rassegna francese:

    – di Cristina Battocletti

    • Agora

    Primo bilancio di Cannes 70: Fiabe nere della diversità Piccoli protagonisti derubati dell'infanzia, emarginazione e immigrazione. Il film più bello è «Loveless»

    Adulti raffreddati e autocompiaciuti, ragazzini derubati di calore e leggerezza, una società egoista allergica al diverso: la prima parte del 70esimo festival di Cannes ha raccontato un occidente malato e allarmante. La rassegna è partita con una pellicola confusa nei generi e nella trama, Il fantasma di Ismael, di Arnaud Desplechin, in cui una moglie, Carlotta (Marion Cotillard), torna dopo vent'anni a guastare l'esistenza a Ismaël Vuillard (Mathieu Amalric), che vive una nuova relazione con S...

    – Cristina Battocletti

    • News24

    Fiabe nere della diversità. Piccoli protagonisti derubati dell'infanzia

    Adulti raffreddati e autocompiaciuti, ragazzini derubati di calore e leggerezza, una società egoista allergica al diverso: la prima parte del 70esimo festival di Cannes ha raccontato un occidente malato e allarmante. La rassegna è partita con una pellicola confusa nei generi e nella trama, Il

    – di Cristina Battocletti

    • Agora

    Arriva a Cannes Tilda Swinton con la sua favola animalista e anticapitalista. Dall'ungheria si parla di immigrazione

    Fischi e un levare di applausi polemici alla proiezione del primo film di Netflix in gara alla 70esima edizione del festival del cinema di Cannes, "Okja", di Bong Joon-ho. I dietrologi hanno pensato alla congiura contro la piattaforma streaming on demand, iniziata con la dichiarazione del presidente della giuria, Pedro Almodovar, all'inaugurazione del festival in cui il regista spagnolo sosteneva di non aver nulla contro le nuove tecnologie ma di considerare paradossale che la rassegna del cinem...

    – Cristina Battocletti

    • News24

    Tenero e grottesco «Okja», fiaba ecologista a Cannes

    Fischi e un levare di applausi polemici alla proiezione del primo film di Netflix in gara alla 70esima edizione del Festival del Cinema di Cannes, "Okja", di Bong Joon-ho. I dietrologi hanno pensato alla congiura contro la piattaforma streaming on demand, iniziata con la dichiarazione del

    – di Cristina Battocletti

    • Agora

    I bambini infelici di Cannes: il film da palmares di Zvyagintsev e la fiaba retrò di Todd Haynes

    Da Cannes Zhenya (Maryana Spivak) e Boris (Alexei Rozin) non hanno più nulla da dirsi se non prendere accordi per vendere la casa, dove avevano vissuto come marito e moglie, e per l'affidamento del figlio dodicenne Alyosha (Matvey Novikov), che nessuno dei due vorrebbe tenere con sé. Andrey Zvyagintsev porta ancora la Russia a Cannes, anche se molto diversa da quella di ruvidezza ascetica di cui nutre il suo cinema e dove il regista è nato 53 anni fa (a Nosibirsk, nel distretto federale siberia...

    – Cristina Battocletti

    • News24

    Una russia cinica e senza amore (anche verso i figli)

    Zhenya (Maryana Spivak) e Boris (Alexei Rozin) non hanno più nulla da dirsi, se non prendere accordi per vendere la casa, dove avevano vissuto come marito e moglie, e per l'affidamento del figlio dodicenne Alyosha (Matvey Novikov), che nessuno dei due vorrebbe tenere con sé. Andrey Zvyagintsev

    – di Cristina Battocletti

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