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Cristina Battocletti

    • News24

    Il corpo del Presidente

    Seduta nel carro funebre accanto al corpo senza vita del marito, Jacqueline Lee Bouvier Kennedy (Natalie Portman) chiede all'autista se conosce James Garfield e William McKinley, ma non ottiene risposta. Fino a poche ore prima erano tre i presidenti degli Stati Uniti morti assassinati: oltre a

    – di Cristina Battocletti

    • Agora

    Arriva la "Jackie" di Pablo Larraín: enigmatica first lady, creò la leggenda dei Kennedy. L'intervista al regista

    Seduta nel carro funebre accanto al corpo senza vita del marito, Jacqueline Lee Bouvier Kennedy (Natalie Portman) chiede all'autista se conosce James Garfield e William McKinley, ma non ottiene risposta. Fino a poche ore prima erano tre i presidenti degli Stati Uniti morti assassinati: oltre a Garfield e McKinley, Abraham Lincoln, che l'autista ricorda per aver liberato il Paese dalla schiavitù. Ora a quella maledetta terna si aggiungeva anche John Fitzgerald Kennedy, colpito a Dallas, in Texas,...

    – Cristina Battocletti

    • News24

    Il corpo del Presidente

    Seduta nel carro funebre accanto al corpo senza vita del marito, Jacqueline Lee Bouvier Kennedy (Natalie Portman) chiede all'autista se conosce James Garfield e William McKinley, ma non ottiene risposta. Fino a poche ore prima erano tre i presidenti degli Stati Uniti morti assassinati: oltre a

    – Cristina Battocletti

    • Agora

    Berlinale '67 ha vinto l'umorismo nero di "On body and soul" dell'ungherese Ildikó Enyedi

    A Berlino ha vinto un film bellissimo "On Body an soul" Ildikó Enyedi, regista ungherese 62enne, vincitrice della camera d'or a Cannes nel 1989 con My 20th Century, ha girato un film che non rispecchia per nulla la sua apparenza mite e bonaria. On Body and soul è nero, spiazzante, politically uncorrect e ha più di Buñuel che del cinema problematico dell'Est cui siamo abituati. On body and soul racconta la storia d'amore tra Endre (Morcsányi Géza) e Mária (Alexandra Borbély), direttore finanziar...

    – Cristina Battocletti

    • Agora

    Berlinale '67. L'Orso è cattivissimo: umorismo nero, risate e impegno politico. Il festival comincia in grande forma con «On body and soul», «T2» e «Félicité»

    Bentornata Berlinale. Dopo anni di inaugurazioni un po' annacquate, con gusci magnificenti ma vuoti, il festival veste di nuovo i suoi panni: firme senza il megafono dello showbiz, capaci di dar voce a formule e quotidianità diverse, mondi negletti, umiliati e offesi. Ildikó Enyedi, regista ungherese 62enne, vincitrice della camera d'or a Cannes nel 1989 con My 20th Century, ha girato un film che non rispecchia per nulla la sua apparenza mite e bonaria. On Body and soul è nero, spiazzante, pol...

    – Cristina Battocletti

    • Agora

    Alla Berlinale '67 "T2", il sequel di "Trainspotting", gli squinternati di Edimburgo sono invecchiati ma sono ancora splatter, scorretti e divertenti

    Arriva "T2", il sequel di "Trainspotting", gli squinternati di Edimburgo sono invecchiati ma sono ancora splatter, scorretti e divertenti Splatter, irriverente, politicamente scorrettissimo, a tratti così violento e selvaggio da far girar la testa allo spettatore, "T2 Trainspotting" è un sequel che per fortuna non rispetta la tradizione di essere un minus rispetto all'originale. Danny Boyle dietro la macchina da presa ha raffinato oltremodo le capacità che aveva dimostrato nel primo capitolo...

    – Cristina Battocletti

    • News24

    T2, il sequel di Trainspotting, è ancora splatter, scorretto e divertente

    Splatter, irriverente, politicamente scorrettissimo, a tratti così violento e selvaggio da far girar la testa allo spettatore, "T2 Trainspotting" è un sequel che per fortuna non rispetta la tradizione di essere un minus rispetto all'originale. Danny Boyle dietro la macchina da presa ha raffinato

    – di Cristina Battocletti

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    Al via la Berlinale con "Django" sulla vita del jazzista Reinhardt e sulla persecuzione nazista contro i rom

    Di Cristina Battocletti Non battere i piedi, non suonare strumenti non ariani, niente "allegro", niente "presto", al massimo 5 secondi di musica "negra". Ai nazisti piaceva Django Reinhardt, anche se il suo essere gitano li turbava. Ma riconoscendone il genio lo volevano a suonare in Germania per rallegrare il morale delle truppe in partenza per il fronte. Di questo racconta "Django", film di apertura della 67esima edizione della Berlinale, che si focalizza su due anni tragici, dal 1943 al 1945...

    – Cristina Battocletti

    • News24

    Al via la Berlinale con «Django» sulla vita del jazzista Reinhardt

    Non battere i piedi, non suonare strumenti non ariani, niente "allegro", niente "presto", al massimo 5 secondi di musica "negra". Ai nazisti piaceva Django Reinhardt, anche se il suo essere gitano li turbava. Ma riconoscendone il genio lo volevano a suonare in Germania per rallegrare il morale

    – di Cristina Battocletti

    • Agora

    Al via la 67edizione della Berlinale: un solo titolo italiano "Chiamami con il tuo nome" di Luca Guadagnino. L'intervista al regista

    Con la vertigine di un irregolare, Django Reinhardt (1910-1953), jazzista rom, perseguitato dal nazismo durante la seconda guerra mondiale, si apre oggi la 67esima edizione del Festival del cinema di Berlino, che sembra tornare alla sua vocazione più autoriale, con nomi meno noti e il tappeto rosso sempre più corto. Anche il regista, Étienne Comar, che firma la pellicola di inaugurazione "Django", è alla sua prima prova nel lungometraggio, anche se da vent'anni lavora come produttore e sceneggia...

    – Cristina Battocletti

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