Ultime notizie:

Carlo Melzi d'Eril

    • News24

    Fake news e diritto all'oblio nel primo numero della nuova rivista Medialaws

    Se esiste un ambito del diritto che - più degli altri - si affanna a essere al passo con quello che accade nella società, è il diritto dei media. I tempi del legislatore faticano a inseguire la velocità che, grazie alla tecnologia, sta caratterizzando le trasformazioni del mondo dell'informazione;

    – di Redazione

    • News24

    Il disincanto che serve per la rete

    Da qualche tempo si moltiplicano gli allarmi sui più diversi danni provocati da internet. Forse l'ultimo in ordine di tempo è quello che vedrebbe nella rete un pericolo per la democrazia, piuttosto che uno strumento per la sua diffusione anche fuori dai confini tradizionali.

    – di Carlo Melzi d'Eril e Giulio Enea Vigevani

    • News24

    In morte della tessera del tifoso (ma senza nostalgia)

    Nell'estate 2017 gli italiani riconquistano alcuni diritti fondamentali, dopo anni in cui essi erano stati quasi del tutto soppressi: prestare l'abbonamento per lo stadio a un amico; acquistare un biglietto per una partita in trasferta, anche il giorno stesso; scegliere il posto dove sedere. Il

    – di Carlo Melzi d'Eril e Giulio Enea Vigevani

    • News24

    Intralcio alla giustizia per chi induce il teste a dichiarare il falso

    Con la sentenza n. 27108, depositata il 30 maggio 2017, la sesta sezione penale della Cassazione ha stabilito che il delitto di falsa testimonianza non consiste tanto in dichiarazioni non corrispondenti al vero, quanto contrarie a ciò il testimone ritiene vero; sicché commette il reato di intralcio

    – di Emanuele Maschi e Carlo Melzi d'Eril

    • News24

    Se un pugnale compromette i valori occidentali

    Circa un anno fa, con la sentenza n. 24739 del 2016, la prima sezione della Cassazione annullava una decisione che aveva assolto un fedele Sikh che aveva con sé per motivi religiosi un lungo pugnale, il Kirpan, parte dell'abbigliamento rituale. Per la Corte, infatti, «la libertà di culto o di fede

    – di Carlo Melzi d'Eril e Giulio Enea Vigevani

    • News24

    Difesa giuridica dal social-chiacchiericcio

    «Fake news» e "post truth" sono espressioni entrate improvvisamente nel dibattito pubblico e nell'agenda dei decisori politici, capaci di generare, anche in Italia, allarmi forse eccessivi. Vediamo di cosa si tratta: sono "fake" le notizie false, quelle che, con la sintesi di cui è capace la lingua

    – di Carlo Melzi d'Eril e Giulio Enea Vigevani

    • News24

    Responsabilità dei magistrati, c'è diffamazione solo con l'identificabilità

    Le Sezioni unite civili della cassazione con una sentenza (la n. 6965 del 2017) in materia di responsabilità disciplinare dei magistrati hanno ribadito che la diffamazione non può ritenersi sussistente qualora l'offesa si rivolga a soggetti non identificati né identificabili e che l'intervento in

    – di Carlo Melzi d'Eril

    • News24

    Diffamazione, il gestore del sito non risponde se elimina i commenti

    Il gestore di un blog che rimuove tempestivamente un commento offensivo di terzi anonimi, a seguito della segnalazione della persona offesa, non può essere ritenuto responsabile per il periodo in cui tale pubblicazione è rimasta in rete. E' quanto stabilito dalla Corte di Strasburgo che, con la

    – di Carlo Melzi d'Eril e Giulio Enea Vigevani

    • News24

    Diffamazione, Facebook non è stampa

    Facebook è un mezzo di diffusione ma non è stampa, sicché alla diffamazione ivi commessa è applicabile l'aggravante della diffusione attraverso un qualsiasi mezzo di pubblicità (articolo 595 comma 3 C.p.), ma non quella dell'attribuzione di un fatto determinato con il mezzo della stampa (articolo

    – di Carlo Melzi d'Eril e Silvia Vimercati

    • News24

    Diffamazione, il gestore del sito risponde dei commenti

    Il gestore di un sito web risponde per i contributi diffamatori pubblicati da altri, anche non anonimi, purché ne sia a conoscenza. Così sembra aver stabilito la quinta sezione penale della Corte di cassazione, con sentenza n. 54946 depositata il 27 dicembre 2016.

    – di Carlo Melzi d'Eril e Silvia Vimercati

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