Esiste un'alternativa al petrolio competitiva da un punto di vista economico, ambientalmente sostenibile e che sia in grado di ridurre le emissioni di anidride carbonica? Il gruppo Mossi&Ghisolfi ha messo a punto una risposta che è totalmente italiana. In una parola: bioetanolo di seconda generazione, ossia un carburante derivante dalla comune canna da palude, scientificamente chiamata Arundo Donax, graminacea perenne che cresce spontaneamente in tutto il bacino del Mediterraneo, reperibile in Italia nelle fasce costiere e collinari. La tecnologia di seconda generazione permette la produzione di bioetanolo da biomassa lignocellulosica, consentendo benefici in termini di riduzione di emissioni di gas a effetto serra nell'ordine di oltre l'80%