Antonio Catricalà, nato Catanzaro il 7 febbraio 1952, ) è un giurista italiano e sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Dal 9 marzo 2005 è presidente dell'Autoritá garante della concorrenza e del mercato.
Si è laureato con lode a 22 anni in giurisprudenza a Roma, dove è stato allievo di Pietro Rescigno. Ha in seguito vinto il concorso in magistratura ordinaria e, a 24 anni, ha superato l'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense, successivamenete di procuratore dello Stato e, a 27 anni, quello per avvocato dello Stato.
Vinto il concorso di Consigliere di Stato dal 1982, dal 2006 è presidente di sezione del Consiglio di Stato in posizione di fuori ruolo. Presidente e componente di vari collegi amministrativi, ha collaborato con l'ufficio legislativo della presidenza del Consiglio dei ministri ed è stato capo di Gabinetto e consigliere giuridico nei ...
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Antonio Catricalà, nato Catanzaro il 7 febbraio 1952, ) è un giurista italiano e sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Dal 9 marzo 2005 è presidente dell'Autoritá garante della concorrenza e del mercato.
Si è laureato con lode a 22 anni in giurisprudenza a Roma, dove è stato allievo di Pietro Rescigno. Ha in seguito vinto il concorso in magistratura ordinaria e, a 24 anni, ha superato l'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense, successivamenete di procuratore dello Stato e, a 27 anni, quello per avvocato dello Stato.
Vinto il concorso di Consigliere di Stato dal 1982, dal 2006 è presidente di sezione del Consiglio di Stato in posizione di fuori ruolo. Presidente e componente di vari collegi amministrativi, ha collaborato con l'ufficio legislativo della presidenza del Consiglio dei ministri ed è stato capo di Gabinetto e consigliere giuridico nei ministeri.
È stato segretario generale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, e segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Attualmente insegna a contratto Diritto dei consumatori all'Universitá Luiss Guido Carli.
Da presidente dell'Antitrust ha lanciato pochi mesi fa, nel corso della sua relazione annuale, l'allarme per le mancate liberalizzazioni, che «sono scivolate via dall'agenda politica», mettendo a rischio «la vitalità, già compromessa, del sistema economico».